Paolocci Francesco e Gaetano

Special Effects Supervisor - Supervisori agli Effetti Speciali Cinematografici
Docenti nell'Accademia Europea di Alta Formazione degli Effetti Speciali
Art Directors della Mostra/Evento "Creatures Studios - Emozioni Dal Cinema"
Fondatori della Special Effects Creatures Studios S.r.l.
Premio Assessorato Cultura e Grandi Eventi

 

Gaetano Paolocci - creaturesPaolocci Francesco Art-Director

 

Si tratta di due ricercatori - professionisti esperti nella creazione di molteplici tipologie di Effetti Speciali Cinematografici Tridimensionali ed Ottici e nella realizzazione pratica degli effetti stessi.

Nello specifico lo "Special Effects Supervisor" è la figura che si occupa di coordinare e seguire in tutte le fasi la progettazione e la realizzazione degli effetti speciali.

Il suo compito spesso si estende anche alla direzione delle sequenze in cui sono previsti effetti speciali, o comunque all'affiancamento tecnico del regista.

Specializzati in America negli effetti speciali di trucco, trasformazioni e mutazioni progressive degli attori, sono ideatori e realizzatori di protesi facciali ed animazioni di creature fantastiche nonchè di robot per la completa sostituzione dell'attore.

Esperti in tutti i procedimenti di progettazione / modellazione - scultura / formatura / realizzazioni in siliconi, latex e foam latex, animatronica.

Esperti consulenti agli effetti speciali e alla regia della post-produzione per le scene con elaborazioni ottiche da realizzarsi in optical printer.

Progettano e realizzano story board inerenti alle sceneggiature di films di genere spettacolare.

Segue una traccia cronologica di alcuni tra gli eventi più significativi:

 

 

 

 

 

Conducono, quali sperimentatori del processo analogico, dal 1986 al 1995 uno studio nel laboratorio ottico privato sulle complesse tecniche di "blue screen", procedimento analogico destinato alla realizzazione di scene altamente spettacolari; quindi riescono a stabilire definitivamente questa reale, concreta possibilità, anche per la produzione italiana, garantendo il "ciclo completo" delle suddette elaborazioni.

Fanno seguito rapporti di consulenze e collaborazioni con Cinecittà per la creazione di effetti speciali tridimensionali ed ottici, nonchè di processi analogici ad essi collegati.

Sin dal loro esordio americano Gaetano e Francesco Paolocci si occupano di Cinema e Televisione: vengono infatti chiamati a partecipare direttamente in prima persona in Programmi televisivi - Pubblicità - Eventi ed a collaborare in decine di "Special" per programmi tv, creando effetti speciali in più di trenta films prodotti da numerose società cinematografiche - italiane, europee ed americane quali:

 

WARNER BROS ( USA )

RACING PICTURES ( USA )

COSMOSEION

RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA

SCALERA FILM INTERNATIONAL

CINECITTA'

MSD CINEMATOGRAFICA

PAC PRODUZIONI ATLAS CONSORZIATE

CANNON PRODUCTIONS N.V ( USA )

VIDEOTRADE AUDIOVISIVI

BETA FILM

DINO DE LAURENTIIS ( USA )

FILMALPHA

MIMA FILMS

TV KEY

RETEITALIA

FICTION PRODUCTION

INTERNATIONAL FILM CORPORATION ( USA )

DANIA FILM

FILMES INTERNATIONAL

STUDIO KAPPA PRODUZIONI CINETELEVISIVE

SAN PAOLO AUDIOVISIVI

GRUPPO BEMA

YARNO CINEMATOGRAFICA

RSG PRODUCTION

VARIETY FILM

NATIONAL CINEMATOGRAFICA

URANIA FILM

ALA CINEMATOGRAFICA

FLORA FILM

SAN FRANCISCO FILM

NORTH CAROLINA FILM CORPORATION ( USA )

EUROPA CINE TV

PRO.SA

FILMAURO

RAI INTERNATIONAL

DUEA FILM

CALIFORNIA FILM

TWENTIETH (20th) CENTURY FOX FILM CORPORATION

 

 

 

 

 

 

G. Manin (14 novembre 1992) - Corriere della Sera

 

 

R. Cea - Il Tempo - 20 Agosto 1994

 

 

 

 

 

 

 

Mostri in mostra ... sono arrivati dinosauri e alieni.

<Volevano stupire con effetti speciali e ci sono riusciti. Quello che sono riusciti ad allestire, Francesco e Gaetano Paolocci, gemelli, 36 anni ... è sintetizzato da quanto ha affermato lo stimato giornalista Rai Carlo Picone al termine della presentazione: "Questa mostra è talmente realistica che la sera non dormirei qui! .. c'è infatti di tutto: attraverso le creazioni per gli effetti speciali cinematografici, creati dai due fratelli, ritenuti tra i migliori esperti del settore, è possibile compiere un vero e proprio viaggio nel tempo. S'incontrano uomini primitivi, ci si può trovare faccia a faccia con i dinosauri come milioni di anni fa; con un salto di un milione di anni ci si trova poi immersi nel medioevo per compiere, infine, un volo nel futuro dove non mancano cyborg ed alieni...">

 

Una mostra sugli effetti speciali.

I fratelli Paolocci, ideatori di creature animate per il cinema, hanno aperto un museo con i loro lavori...hanno collaborato alla realizzazione di moltissimi film di successo in Italia e negli Stati Uniti espongono il meglio della loro arte e della loro tecnologia...."Realizzano creazioni per gli effetti speciali dei film, ma i loro effetti speciali non sono fatti solo con la grafica computerizzata. Sono delle vere e proprie sculture, messe a punto nei minimi particolari grazie all'uso di materiali all'avanguardia e di tecnologie sofisticate... dall'86 si occupano di effetti speciali. Hanno lavorato alla realizzazione di film importanti sia in Italia che negli Stati Uniti... le loro creazioni sono di un realismo disarmante... Non mancano i cyborg nello stile di Robocop e i robot in grado di fare ogni cosa. Degnamente illustrato il settore horror, con pipistrelli meccanici o tute da indossare che trasformano gli attori in mostri impressionanti...I fratelli Paolocci, fra l'altro si riconducono ad una tendenza molto diffusa nel cinema odierno: la tendenza alla proliferazione dei fratelli in tutti i settori chiave della produzione filmografia..."

 

importante appuntamento con le creazioni cinematografiche dei due artisti; così annuncia "Il Tempo" nel Gennaio 2000:

Effetti speciali in tv dagli "Studios" viterbesi - di Ma. Spa.

".. arriverà sugli schermi televisivi anche la città dei papi, col suo museo degli alieni creato dai fratelli Francesco e Gaetano Paolocci. A partire dalle ore 9 il programma in onda su Rai 2 "in famiglia" condotto da Tiberio Timperi e Roberta Capua, si collegherà in diretta ... per far vedere il fantastico mondo delle meraviglie cinematografiche. Protagonisti della puntata saranno proprio i due gemelli Paolocci ... un vero e proprio parco della fantasia e del mistero cinematografico che si estende su una superficie di mille metri quadri, con creature ricostruite scientificamente, coi personaggi del cinema, le maschere, i costumi da set, i trucchi e le scenografie più sofisticate. Un'opera creata dai due fratelli esperti in questo straordinario campo e attualmente consulenti e collaboratori di Cinecittà che arriverà nelle case degli italiani."

 

Si trattava del progetto di un trucco molto elaborato, in protesi di Make up, che avrebbe reso Francesco, come attore, libero completamente di esprimersi e, come faceva Totò, passare in rassegna tutte le migliori espressioni, senza alcuna limitazione ricalcandone movenze ed atteggiamenti.

Dino De Laurentiis aveva in passato prodotto molti films con l'attore comico napoletano e ai fratelli Paolocci sembrava una magica coincidenza che questa idea, inizialmente mai confessata al grande produttore, potesse nascere proprio in America e non in Italia (patria legittima del grande attore scomparso).

Da quel momento iniziò di fatto, per questi giovani artisti, uno studio che continuò per ben venti anni, accompagnato da una passione e stima crescenti per l'artista scomparso.

  

Questa passione, nel tempo, porterà poi Francesco, in veste di imitatore di Totò, a partecipare a diverse trasmissioni televisive e ad incontrare vari personaggi che ebbero la fortuna di conoscere il grande attore; ma l'incontro più emozionante e significativo resterà quello con la figlia del comico napoletano, Liliana De Curtis, nel Gennaio del 1995.

 

 

Francesco e Gaetano Paolocci di nuovo insieme al grande Dino De Laurentiis

Per qualche anno gli artisti Francesco e Gaetano Paolocci, insieme al grande Dino De Laurentiis si impegnano a perfezionare questa particolare interpretazione di Totò;
i suggerimenti del grande produttore e la loro ricerca della perfezione producevano nel tempo una visione di Totò estremamente fedele all'originale e, per alcuni aspetti, toccante. Dino De Laurentiis, napoletano che ha conosciuto Totò e ne ha prodotto i films, spinse infatti questi artisti verso un'impresa quasi impossibile, visto che Totò è imprescindibilmente legato alla sua "maschera", occorreva perfezionare all'inverosimile le operazioni di trucco sul suo viso, lavoro che fu affidato Gaetano fratello di Francesco, già specializzato negli effetti speciali di trucco cinematografico, verificando continuamente se anatomicamente il suo viso era realmente compatibile per tale complessa ricostruzione.
Passò del tempo quando di provino in provino si riuscì a vedere finalmente realizzato questo sogno, con la grande approvazione del più grande produttore di tutti i tempi: “ Mai c'è stata l'occasione di incontrare un interprete che facesse del grande Totò non una semplice imitazione ma qualcosa decisamente oltre .. uno studio del Principe della risata non limitato alla rappresentazione "macchiettistica" ma che spaziasse nell'emozionante interpretazione dell'uomo Antonio De Curtis fuori le quinte, lontano dal set, dagli anni di gioventù a quelli ultimi della senilità …”
Ma colse tutti di sorpresa la scomparsa di Dino, nel Novembre del 2010.

 

La Repubblica – A. Finos – 12 novembre 2010
Dino De Laurentiis: “Volevo raccontare la storia del più grande comico italiano”

< L’ultimo progetto del produttore era un “un omaggio cinematografico al più grande e misconosciuto dei comici italiani” Un film per raccontare la vita drammatica di Totò con l’aiuto dei più grandi scrittori, registi e showman italiani….l’idea che De Laurentiis accarezzava da un trentennio si era trasformata in un progetto concreto da un anno. Aveva trovato l’interprete fisicamente perfetto di De Curtis in Francesco Paolocci, truccato dal fratello Gaetano, mago degli effetti speciali.
Nel vederlo, Dino s’era commosso…si erano resi disponibili a quest’atto d’amore scrittori come Umberto Eco e Raffaele La Capria, i registi Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Mario Monicelli, Carlo Lizzani, perfino star come Fiorello e Celentano…>
Paolocci, il sosia perfetto che ingannò anche la figlia
< Il Film su Totò era diventato possibile grazie alla tenacia dei fratelli Paolocci. Artisti degli effetti speciali, avevano lavorato con De Laurentiis nel film Silver Bullet, nell’83. Dopo anni di tentativi, Francesco è diventato il sosia di Totò grazie al trucco del fratello Gaetano.
Liliana de Curtis, vedendo un video-confronto dei due attori, non ha distinto l’imitazione dall’originale.>

 

Addio Dino De Laurentiis - Horse Sprint
DEL NOCE: SCOMPARE UNO DEI GRANDI DEL CINEMA
"Scompare uno dei grandi del cinema italiano degli anni '50 e non solo''. Così Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction, commenta la scomparsa di Dino De Laurentiis, avvenuta a Los Angeles, all'età di 91 anni. Fino all'ultimo, ha sottolineato Del Noce, "ha conservato una lucidità straordinaria, rimanendo sempre sul pezzo con tanta voglia di fare". Il direttore di Rai Fiction ricorda di averlo sentito poco tempo fa al telefono, dagli Stati Uniti: "Mi chiamò per segnalarmi un attore che, a suo dire, aveva lo stesso carisma e le stesse capacità interpretative del grande Totò. Questo dimostra - ha concluso Del Noce - la sua grande voglia di continuare a lavorare".

 

Il regista Bellocchio a Los Angeles- Italia rivela progetto

(ANSA) - LOS ANGELES, 21 FEB – 2011
< L'estate scorsa il produttore Dino De Laurentiis chiamo' Marco Bellocchio per proporgli un progetto dedicato alla figura del principe Antonio De Curtis, in arte, Toto'.
Lo ha raccontato lo stesso regista alla serata di apertura della quinta edizione del Los Angeles Italia, il festival del cinema italiano a Hollywood che come ogni anno si celebra nella settimana che precede gli Oscar.'''Quando penso a Dino, ho un gran rimpianto: non aver fatto con lui il film su Toto''Avrei voluto lavorare con De Laurentiis'', ha detto,''Io che non avevo mai lavorato con Dino, accettai con entusiasmo''.
La morte di De Laurentiis, a novembre, stoppo' il progetto: ''E' un mio grande dispiacere non aver mai lavorato con lu,' ed e' un vero peccato non esserci riuscito”. .. Accolto da una standing ovation, Bellocchio infatti non ha mancato di ringraziare l’amico Dino De Laurentiis, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto profondo..>

 

Ma Francesco e Gaetano Paolocci acquisiranno negli anni competenze che li spingeranno oltre il settore dello spettacolo cinematografico come qui di seguito riportiamo:

 

         

 

 

"Dopo il successo della prima edizione del 2004, torna il Darwin Day a Milano. Questa volta alcuni dei protagonisti del dibattito evoluzionistico italiano e internazionale si confronteranno fra loro e con il pubblico attorno al tema dell'evoluzione umana. Paleoantropologi, biologi evoluzionisti, genetisti, filosofi della scienza animeranno le due giornate del convegno. Con il confronto delle centinaia di persone che hanno affollato le sale lo scorso anno, dell'interesse riscosso presso la stampa nazionale e dell'appoggio offerto dalla comunità scientifica internazionale, il Darwin Day diventa un appuntamento annuale dedicato all'evoluzionismo...."

Anna Alessandrello - MSNM, Conservatore - SISN, Vice-Presidente / Carla Castellacci - Divulgatrice scientifica freelance, Roma / Ilaria Guaraldi Vinassa del Regny - MSNM, Relazioni esterne.

Fra le altre prestigiose personalità, hanno partecipato: Richard Dawkins, Simonyi Professor of Public Understanding of Science, Oxford University, UK - Juan Luis Arsuaga, Direttore Centro Mixto Evoluciòn y Comportamento Humano, Universidad Complutense, Madrid - Michael Mcllwrath, C.d.A. e Legal Advisory Council del NCSE ( National Center for Science Education ) CA, USA -

 

                                      

Testate italiane e straniere d'informazione per la notiziazione degli eventi spettacolo che li hanno avuti in pubblicazioni scientifiche ed interviste:

 

NOTE DI TECNICA CINEMATOGRAFICA

ANNUARIO DEL CINEMA ITALIANO

CIAK

REPUBBLICA

INFORMA SET

ATLANTE

TAXI

IL TEMPO

IL GIORNALE DI NAPOLI

IL MESSAGGERO

NUOVO CINEMA EUROPEO

LE BULLETIN DE LA BIPEDIE INITIALE

CINE SPETTACOLO

SAGGIO DI FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO

TV SORRISI E CANZONI

JOURNAL OF PROSTHETIC DENTISTRY

IL GIORNALE

IL CORRIERE DELLA SERA

CINEMA & TECNICA

LE MAGAZINE

SUPERCINEMA

ACTING NEWS

TAXI DRIVERS

ADNKRONOS

ROMA CALLING

FANTASY MAGAZINE

APPUNTAMENTO AL CINEMA - WORDPRESS

ROMA CAPITALE EVENTI

WHEREVENT

TR NEWS - EVENTI

 

6 Dicembre 2007

I Fratelli Francesco e Gaetano Paolocci vengono premiati per i loro meriti professionali nella splendida cornice del Teatro Unione:

 

 "...Torna dopo 16 anni "I Viterbesi nel mondo", per pagare un debito di riconoscenza a chi ce l'ha fatta

La Tuscia premia i suoi "figli" migliori

La serata conclusiva giovedì 6 dicembre al Teatro Unione..."

 

 

Assessorato Cultura e Grandi Eventi

Provincia di Viterbo

 

Il presidente Alessandro Mazzoli e l'assessore alla Cultura Renzo Trappolini

Presentano

 

ViterbesinelMondo

 

RICONOSCIMENTO UFFICIALE A COLORO CHE SI SONO DISTINTI NEL MONDO PER PROFESSIONALITA', INGEGNO, CREATIVITA', IMPEGNO.

 

L'evento è realizzato con il patrocinio e il contributo della Provincia di Viterbo Assessorato alla Cultura, inserito nell'ambito delle celebrazioni per l'ottantesimo anniversario dell'istituzione della Provincia di Viterbo con il sostegno di Confindustria- Viterbo e grazie alla collaborazione del Comune di Viterbo

 

organizzazione

 

Dalle Regioni / Lazio - Viterbo All'Unione premiati i "Viterbesi nel mondo" PROVINCIA.VT.it - Pubblicata il 09/12/2007

 

Viterbo - Provincia - Tuscia web
Viterbesi nel mondo
7 dicembre 2007 - ore 16,45

Nove i viterbesi che hanno ricevuto il riconoscimento per aver svolto con professionalità, ingegno e impegno la loro attività nel mondo... tra questi i Fratelli Francesco e Gaetano Paolocci, supervisori agli effetti speciali cinematografici..."

 

        

 

Un momento della premiazione

 

"Abbiamo voluto inserire questo prestigioso evento nel programma per la ricorrenza degli ottanta anni della istituzione della nostra Provincia...". E' il pensiero di A. Mazzoli, presidente della Provincia di Viterbo, sull'evento.

 

di A. Coconi - La Tua Voce on line di M. Bonatesta

"Questo è un tributo - ha detto il presidente Mazzoli - al talento, alla passione e alla tenacia di tutti voi che con il vostro lavoro avete portato in alto il nome della città dei papi".

Amministrazione Provinciale di Viterbo - filodiretto

 

 

 

"...l'evento intende fornire il giusto riconoscimento a tutti coloro che hanno contribuito a dare lustro alla nostra provincia. Distinguendosi nei campi più disparati da quello medico a quello cinematografico, da quello artistico a quello istituzionale...tra questi spiccano i nomi dei fratelli gemelli Francesco e Gaetano Paolocci tra i maggiori esperti a livello internazionale nella creazione di effetti speciali. Ricercatori e professionisti esperti, approdano giovanissimi al mondo dello spettacolo..."    

 

 

 

Oggi pomeriggio nel teatro dell'Unione la consegna dei riconoscimenti ai figli migliori. Grandi onori ai viterbesi nel mondo sfilano sul palcoscenico i dieci "BIG"...

 

 

 

"...Gaetano e Francesco Paolocci tra i nove prescelti sul palco a ritirare il prestigioso riconoscimento...assurti a meritata fama attraverso la loro geniale verve creativa nell'ambito degli effetti speciali cinematografici ( debuttarono negli Stati Uniti, giovanissimi, con Dino De Laurentiis ), nel corso degli anni se pur non abbandonando mai la loro vocazione, i Fratelli Paolocci hanno intrapreso anche un'attività parallela di grande spessore, e tuttavia nota solo agli specialisti...detengono infatti dal 2005 il primo brevetto al mondo relativo ad una tecnica rivoluzionaria per la ricostruzione artificiale di parti del volto...restituendo così il sorriso a chi credeva di averlo perso per sempre."

 

 

Nel Marzo del 2008, nella grande sala Nervi in Vaticano, l'artista Francesco Paolocci consegna un'opera dedicata al Santo Padre, ospite la Delegazione ufficiale della Provincia di Viterbo.

In udienza da papa Benedetto XVI

 

4 marzo 2008 - Adnkronos

Dalle Regioni / Lazio - Viterbo PROVINCIA.VT.it - Pubblicata il 04/03/2008

 

Francesco Paolocci consegna l'opera al Santo Padre

 

Appena un anno dopo, nel 2009, una nuova scultura di Francesco Paolocci, un busto grandezza naturale raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio, sarà il dono che il Comune di Bagnoregio consegnerà al Santo Padre durante il collegamento in diretta televisiva:

tusciaweb.it/notizie/2009/agosto/23_12scultura.htm
 

Una scultura per il Papa

Il Comune di Bagnoregio regalerà una scultura al Papa realizzata da Francesco Paolocci, raffigura San Bonaventura da Bagnoregio


Una scultura per il Papa dal Comune di Bagnoregio

< La scultura di Francesco Paolocci, raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio, sarà il dono che il Comune di Bagnoregio, per mano del sindaco Francesco Bigiotti, consegnerà al Santo Padre durante la visita del 6 settembre.
Il Comune aveva già commissionato ai fratelli Paolocci, Francesco e Gaetano, il bassorilievo già consegnato a Sua Santità circa un anno fa in Vaticano.
In quell'occasione fu esteso per la prima volta l'invito al Santo Padre, per bocca del Vescovo Chiarinelli, di far visita a Bagnoregio, luogo natale di San Bonaventura.
Francesco Bigiotti si dice entusiasta della scultura che nei prossimi giorni sarà consegnata al Comune.
"E’ un’opera straordinariamente “viva” dalla quale traspare in modo evidente tutto il genio dei fratelli Paolocci e la loro grande capacità di dare un’anima anche agli oggetti inanimati".
L’opera ha già ottenuto apprezzamenti dal mondo culturale e artistico, come quello di Riccardo Cecchini, docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti “G.B.Cignaroli” di Verona, cultore del disegno dal vero e dell’architettura visionaria
.>




La riflessione di Riccardo Cecchini sulla scultura di Francesco Paolocci

Riesco a catturare, in questa breve riflessione, l’idea intensa e fuggevole di uno spazio rarefatto e profondo, in cui ogni forma favorisca lo sguardo che agevola il pensiero della Bellezza, che si nutre di verità e di conoscenza.
Immagino, in questo luogo mentale e spirituale, le tracce luminose costruite dall’esistenza di S.Bonaventura da Bagnoregio, che pongono la contemplazione e il cospetto dinnanzi all’Assoluto, nel sugello profetico del suo pensiero e della sua immensa speculazione filosofica e teologica.
È appena il caso che io rammenti qui la dimensione intellettuale e spirituale, nonché il Carisma che il Santo ha incarnato nel tempo della sua civiltà e della sua storia: proviene infatti dal suo profilo e dalla sua autorevolezza indiscussa la rivoluzionaria rivincita del neo-platonismo e del sensismo spirituale, in cui l’esaltazione e l’entusiasmo si raccolgono pur nello sguardo ispirato del Doctor Seraphicus.
Le limpide e sincroniche suggestioni di Plotino, di Sant'Agostino e di Avicenna, trovano, in tal caso, paragone e confronto con il magistero di Sant'Anselmo d’Aosta e della sua Ontologia.
La metamorfosi e la trasfigurazione dell’immagine corporale nella forma astratta, ancorchè umana, della rapita espressione di grazia, è scopo specifico dell’opera plastica che accompagna questo scritto.
Le linee purificate dell’anatomia del volto traghettano, così, le concrete e realistiche fattezze nell’aura concettuale della pura spiritualità platonica, Genius Loci dei tratti asettici e riassuntivi che quest’opera stessa propone.
Si incrociano, in questa occasione, i significati molteplici, che ascrivono, all’icona tridimensionale, attualità, progetto e destino, proprio attraverso l’espressione attonita, assorbita ed arsa dalla fonte cosmica, assoluta e senza tempo, che possiede l’autentico cuore degli uomini, anticipando la Sapientia Cordis alla Sapientia Mentis: questa immensità, può essere raccolta e racchiusa nel cavo della nostra mano.
Il volto stesso, appare esposto ad un vento di ingovernabile vigore, che travolge il mistico sentire e attrae ogni forza logica verso le ragioni prime e ultime degli archetipi di Verità e Bellezza.
L’Itinerarium Mentis in Deum ben individua la possibilità di cogliere queste emozioni e queste profetiche architetture della mente, che già sono deducibili dall’anima umana, che affronta, nel corpo caduco, il duro ed effimero percorso del tempo.
La verità oltre i nostri pensieri ed i nostri sentimenti coincide, allora, con la radiosa ed anche tumultuosa santità di un’Estasi plotiniana di colossale impatto, che tramuta la stessa esistenza nell’aerea sostanza di un’idea pura, che si colloca al di sopra della storia e dell’evoluzione di ogni tempo.
Se questo è il fascino e l’intendimento rappresentativo che ci avvicina al messaggio spirituale, estetico ed etico, di questa gigantesca figura mistica e speculativa, si giustificano e si asseverano, a mio avviso, i lineamenti, le forme e i segni dell’effigie proposta, al di là dell’acquisita iconografia a oggi fornita dalle Miniere della Tradizione.
La soluzione plastica che qui si impone è dunque frutto di queste vibrazioni e di questi insegnamenti, che vogliono, nell’arte, proporre un percorso ulteriore di adesione e di fede e che, nella luce agostiniana, sempre presente nelle visioni universali del santo, riassumono sentimento e ragione, logica e bellezza, nelle permanenze e nelle costanti dell’avventura umana di ogni tempo.

R. Cecchini
Docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti “G.B.Cignaroli” di Verona


 

 

LA VIGNA DEL SIGNORE Lunedì 24 agosto 2009

Il Papa a Viterbo e Bagnoregio. In dono a Benedetto XVI una scultura raffigurante San Bonaventura

< La scultura di Francesco Paolocci, raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio (foto), sarà il dono che il Comune di Bagnoregio, per mano del Sindaco Francesco Bigiotti, consegnerà al Santo Padre durante la visita del 6 settembre…..>

 

La tua voce – giovedi 3 settembre 2009
Un'itinerario della fede disegnato sul volto: ancora una stupenda scultura di Francesco Paolocci in dono al Papa

Il 6 settembre prossimo, la piccola cittadina di Bagnoregio sarà al centro di un grande evento: riceverà la visita del Santo Padre, una visita densa di significati, legati al particolare momento storico e culturale che stanno vivendo il mondo e la cristianità. Robert Moynihan, fondatore della rivista Inside the Vatican , infatti, a conclusione di un intervento nel quale illustra la portata rivoluzionaria della tesi che Joseph Ratzinger scrisse negli anni Cinquanta su San Bonaventura e sulla sua visione della storia, afferma : “A volte in un viaggio papale ci sono aspetti più importanti di quelli che si possono percepire a prima vista. E' il caso dell'imminente visita di Benedetto XVI a Bagnoregio,paese natale di San Bonaventura. […]

Quando Benedetto XVI visiterà Bagnoregio, in un certo senso starà tornando alle fonti delle sue più profonde battaglie intellettuali, al luogo in cui ha compreso pienamente la novità della fede cristiana e come quella fede, quella verità rivelata, sia allo stesso tempo in armonia e in totale opposizione alla "ragione" che è stato il massimo bene della filosofia classica.
Ciò fa del viaggio a Bagnoregio molto più di una visita papale; è un viaggio nel passato spirituale e intellettuale di Ratzinger, e nel cuore della sua visione spirituale e intellettuale ”
In un’epoca, dunque, dove le ragioni della fede e “le ragioni della ragione” sembrano non coincidere più, questo evento ci riporta alla spiritualità francescana e bonaventuriana, il cui slancio di libertà e amore non può che rivitalizzare le menti, accenderle di nuovo fervore e di nuove speranze.
E’ questo ciò che si legge anche nelle pregevoli sculture di cui è autore Francesco Paolocci: entrambe raffigurano San Bonaventura, ma le scelte compositive sono diverse e, a ben guardare, sono anch’esse tappe di un itinerario.


Il bassorilievo donato al Papa lo scorso 5 marzo presso la sala Nervi in Vaticano, raffigura il monumento eretto a San Bonaventura in piazza Sant’Agostino a Bagnoregio, alla fine del XIX secolo. Nella scelta di rappresentare la statua che volge le spalle a Civita, borgo in cui è nato il Santo, e che è nell’atto di protendere la mano destra, sono tanti i significati che si possono ravvisare: il Santo partì da Civita per un incredibile percorso di vita che lo portò ai massimi vertici della cultura del tempo, ma anche alle eccelse vette di una santità “serafica” e innamorata della luce di Dio, quella luce che, nel bassorilievo, si irradia dietro la figura del Santo; la sua mano protesa verso l’esterno della città in cui è nato indica, al tempo stesso, la direzione del suo viaggio, l’orizzonte dell’anima che si abbandona coscientemente all’amore di Dio, l’atto di protezione e di amore per quella terra dove aveva fisicamente e spiritualmente incontrato il francescanesimo.

Non meno affascinante è il fatto che la statua sia collocata in una piazza dedicata a Sant’Agostino, le cui riflessioni sull’illuminazione dell’intelletto dell’uomo ad opera di Dio sono una tappa fondamentale nell’Itinerarium mentis in Deum disegnato da San Bonaventura, anche se c’è un altro aspetto da considerare: ogni viandante che si ferma all’ombra degli alberi che la circondano e i fedeli che vi sostano ad ascoltare le stupende omelie del Vescovo nel corso della processione devozionale nel giorno della festa non può non sentirsi confortato dall’abbraccio del Santo ed invitato dal suo gesto a compiere il suo stesso cammino di “intelletto e amore”.
Un cammino che si conclude in un intenso e totale abbandono alla Rivelazione, una Rivelazione che viene dall’Alto e che ci conduce all’Alto, all’Assoluto Bene: così gli occhi di San Bonaventura nel busto che sarà donato al Pontefice il prossimo 6 settembre ci costringono a sollevare lo sguardo dell’anima e a contemplare e amare la Verità.
Quest’ultima scultura, dunque, rappresenta la conclusione dell’Itinerarium, rappresenta plasticamente la summa del pensiero bonaventuriano, nell’atto ultimo e umile di affidamento all’amore di Dio.
L’autore, infatti, in una sua nota, descrive così la scultura: " La figura si pone come assorta in una intensa contemplazione, il suo sguardo volutamente si getta lontano oltre l'immediato, ed il viso appare come investito da una brezza leggera, che come una luce invisibile lo illumina e trasforma. I lineamenti si levigano per effetto della vicinanza al pensiero di Dio, e divengono essenziali e purificati. Ciò che egli guarda noi non sappiamo, ciò che scopre col cuore e con la mente è appena dichiarato dall'espressione di uno sguardo timido e abbandonato al disegno di Dio, similmente a chi completamente a Dio si dona ricevendo la grazia della sua luce.."

Vi è anche ben raffigurato, dunque, quel dialogo tra la Rivelazione e l’uomo che è la scoperta fondamentale dello studio di Joseph Ratzinger su San Bonaventura da Bagnoregio.

Prof. Dott.ssa
Maria Consiglia Pompei
3 settembre 2009




Roma Comics & Games 2013

Programma - AREA INCONTRI: Presentazione della Mostra/Evento Creature Studios "Emozioni Dal Cinema" con il maestro Francesco Paolocci
< Dentro la Manifestazione una grande Area Zombie, infatti, ci sarà anche un area dedicata al Fenomeno Zombie scenografata dagli abili “maestri” cinematografici di Creatures Studios. Un vero e proprio Cimitero Vivente...>






TAXI DRIVERS - Cinema e cultura metropolitana / rubriche

< Master Blaster incontra Gaetano Paolocci >

[… ] Sta diventando tradizione, anche se non consolidata che, almeno una volta l’anno, mi dedichi ad un articolo di solo cinema, vezzo peraltro comprensibile, visto che scrivo su una rivista di specializzata. Se poi anche quest’estate i doveri di redazione mi manderanno per festival poco male, perché quello di cui tratterò questo mese mi porta nell’universo amato e sognato fin da bambino: il meraviglioso mondo degli effetti speciali e delle creature fantastiche.
L’idea mi era venuta per caso; passando davanti al Palaeur vedo un grande cartellone mobile che tra un Frankenstein e un Alien pubblicizzava l’evento Creatures Studios, mostra di creazioni e scenografie del cinema. [… ]
In fondo quello che rende la formula di Taxidrivers vincente, rispetto a molti altri magazine sulla settima arte (e ormai anche sulle altre sei), è il mix di passione ed emozioni che i membri della redazione mettono nel perseguire i loro interessi. E nulla mi emoziona di più che ricordare i grugniti, il trucco e l’andamento dinoccolato di sua maestà Boris Karloff nei film di Frankenstein che tanto mi spaventavano da piccolo. Comunico quindi le mie decisioni al quartier generale e con un rapido giro di contatti e i potenti mezzi del nostro ufficio stampa mi procurano l’accredito stampa e, cosa più importante, un appuntamento con il direttore artistico dell’evento. [… ]
Ad attendermi c’è Gaetano Paolocci, curatore della mostra, il quale, in coppia con il fratello Francesco, è una delle poche persone oggi in Italia che può vantare un curriculum di alto profilo internazionale nel campo degli effetti speciali e dello special make up.

 

Paolocci Gaetano e Francesco a Cinecittà: una collaborazione che dura da più di venti anni


Come diceva sempre il mio vecchio professore di storia e critica del cinema, i titoli di coda sono parte integrante del film e a non guardarli si perde molto, praticamente tutta l’architettura che regge la complicata finzione del testo filmico, fatta non solo dalle parole scritte sui copioni e dagli attori che le recitano, ma anche da un mondo sconosciuto di maestranze, spesso abilissime, e veri e propri artisti che spesso ci è dato di conoscere proprio solo grazie ai credits. Questo ovviamente vale se l’artista in questione non si chiama Carlo Rambaldi. Chi non conosce il papà di ET, colui che ha dato vita ai “vermoni” di Dune?
Non è quindi senza un brivido che vengo a sapere che il dinamici Paolocci hanno lavorato gomito a gomito con il grande maestro, per il quale lavorarono anche come docenti nella sua Accademia Europea di Alta Formazione degli Effetti Speciali. In più hanno nel pedigree un elenco di collaborazioni con nomi da far rabbrividire, tra cui, solo per citarne alcuni: Dino De Laurentis, San Paolo Audiovisivi, Cannon Productions, Filmauro, Warner Bros e via dicendo.
Conscio di non poter chiedere una guida migliore per l’intervista, questa si trasforma in una chiacchierata informale, mentre intraprendiamo un percorso delle meraviglie – tra riproduzioni perfette e celebri cimeli originali – che ha il suo miliarum aureum nella lavagnetta del primo ciack di “Roma Città Aperta”, a fianco ad una cinepresa del periodo del neorealismo, posta in bella vista subito dopo l’ingresso.
Il percorso si snoda all’interno di quello che una volta era un grande capannone, diviso ora in padiglioni tematici. Passiamo accanto ad un diorama di studio sul decoupage di Giger in poliestere e al braciere originale realizzato per il film “Il Gladiatore” ed entriamo nel padiglione “egizio” annunciato dai due leoni in poliestere usati per il film “Antonio e Cleopatra”.

 

Gaetano Paolocci - Antico Egitto


All’inizio siamo molto formali, poi si passa inavvertitamente a darsi del tu. A dire il vero è proprio Gaetano, gentiluomo del cinema della vecchia scuola, che me lo fa notare – lasciandomi un poco imbarazzato – però io proprio non me la sentivo di essere burocraticamente ligio al protocollo con una persona che mi parla con tanta passione del suo lavoro.
Inciso: si tratta di un lavoro, chiariamolo una volta per tutte, che è la spina dorsale del genere cinematografico che prediligo dall’inizio dell’età senziente.
Poi dopo aver saputo che ha prestato la sua opera in uno dei miei film preferiti “The silver bullet” di Daniel Attias, uscito in Italia col titolo “Unico indizio la luna piena”, continuare a dargli del lei mi sarebbe sembrato un atto contro natura.
Quel film me la fece fare sotto dalla paura! Sarò anche un villano, ma spiegatemi come si fa ad essere ossequiosi con qualcuno che ti ha terrorizzato da bambino! Per la cronaca, sua è la tuta polimorfica indossata dall’attore durante la trasformazione in lupo mannaro. I fratelli Paolocci si fanno onore all’estero, ma, prima che l’industrializzazione e il trust lo trasformassero in una catena di montaggio di film stagionali fatti in serie non hanno mancato di dare lustro anche agli ultimi fuochi di quello che fu il grande cinema italiano, lavorando con un grande veterano come Pupi Avati nella bellissima fola esoterica “L’arcano incantatore”.
Parlando arriviamo nel padiglione dei dinosauri, dove la mia fotografa, accanita fan di Jurassic Park letteralmente impazzisce; la guardo preoccupato, sperando che lasci nella card della macchina un po’ di spazio per le altre foto. Un ottimo spunto di discussione da questa area viene dall’esposizione di alcuni Animatroni realizzati per diversi film. Naturalmente, dall’alto della mia prosopopea, parto dal presupposto che chiunque legga Taxidrivers, sappia cos’è un animatrone, anzi, che ne possieda almeno un paio particolarmente ingombranti in vasca da bagno o nel tinello buono. Non mi dilungherò in particolareggiate spiegazioni tecniche, invitando, come al solito, nel modo più sgarbato possibile, i più ignoranti tra voi a consultarsi il “Teo Mora”, o, in extrema ratio, almeno la relativa voce su wikipedia. Sappiate solo che per far muovere in maniera soddisfacente una di queste creature di modello mediamente complesso e di piccole dimensioni serve una squadra di più di dieci persone.
Conveniamo che questa in particolare è un’arte che rischia letteralmente l’estinzione a causa di un uso indiscriminato, inconsapevole e in buona sostanza sbagliato del digitale.
Purtroppo moltissimi tra le nuove leve pensano che un’abbondante innaffiata di effetti digitali possa supplire ad una totale mancanza di mezzi o, peggio ancora, di talento, e che il computer sia la panacea per ottenere sbalorditivi capolavori con poca fatica e a costo zero, ignorando probabilmente che i grandi autori del cinema fantastico usano il digitale come complemento al trucco, agli animatroni e, ovviamente, ad un pizzico di bravura. Gaetano conosce bene ciò di cui parla, visto che nel suo curriculum ha all’attivo anche lavori per produzioni decisamente spettacolari, avendo bazzicato a più riprese anche il genere fantasy in produzioni eccelse come il bellissimo e commovente “Lady hawk” di Richard Donner e per chi, come il sottoscritto, ama anche le pellicole decisamente più “underground”, anche il divertente “The Barbarian brothers” con i due esilaranti gemelli culturisti, tardi epigoni di “Conan il barbaro”. Chi fosse poi convinto che per realizzare buoni effetti e scenografie spettacolari serva solo una buona dose di immaginazione potrebbe avere una forte delusione nello scoprire che, ad esempio, per produrre molti lavori per la De Laurentis i fratelli Paolocci hanno dovuto passare molte giornate nei polverosi Musei della capitale, studiando reperti e cocci, traendo da lì dei modelli storicamente esatti e delle riproduzioni credibili.
La documentazione è importantissima, specie se poi si deve affrontare una produzione divulgativa, come quella realizzata dall’Istituto Geografico De Agostini per il programma “Alla ricerca dell’uomo delle nevi”, in cui, per la creazione dello Yeti, i due artigiani, oltre che avvalersi dell’ausilio dei testimoni oculari, sono stati affiancati da Bernard Heuelmans, scienziato ed eminente criptozoologo … definizione splendida, che fino a pochi giorni fa non sapevo nemmeno esistesse.
La passeggiata nel mondo delle meraviglie volge al termine, stiamo per entrare infatti nel padiglione horror. Qui sono io ad andare in visibilio tra diorami cimiteriali e credibilissimi zombies che sbucano dal terreno, in una scenografia che mi riporta nel film “La villa accanto al cimitero” dell’immortale maestro Fulci.
Quando pongo a Gaetano la domanda di rito sui progetti presenti e futuri, mi spiega che al momento lui non lavora quasi più sul campo.
Per il cinema ricopre il ruolo di special effects supervisor, ovvero l’eminenza grigia che sovraintende alla progettazione e alla realizzazione di tutti gli effetti speciali da parte dei vari team di effettisti, e talvolta dirige in prima persona le sequenze in cui l’uso di effetti speciali risulta particolarmente pesante o complicato.
Nella vita da “civile”, invece, mette il suo talento al servizio di uno scopo, se possibile, anche più nobile dell’arte, occupandosi di protesi per le ricostruzioni maxillofacciali (spero di averla detta bene, non vorrei che qualche fan del Dottor House venisse a rimbrottarmi).
La mostra che stiamo visitando è stata realizzata soprattutto per passione verso il suo lavoro e il cinema in generale (e non nasconde in cuor suo la speranza di allargarla ed arricchirla). A questo punto però la conversazione si interrompe e io rimango basito, ritrovandomi senza accorgermene nella perfetta ricostruzione del laboratorio del Dottor Viktor Von Frankenstein!
É tutto lì, tra catene, alambicchi, macchinari, compresa la bobina di Tesla! Sdraiato sul lettino di legno ribaltabile, preciso fino al dettaglio dei vestiti, c’è lui! Il mio amatissimo Boris Karloff! La credibilità è totale e ci si aspetta che il mostro cominci a grugnire tendendo le braccia nel tentativo di afferrarci. Sono quasi deluso quando scopro che anche lui è una ricostruzione, purtroppo inanimata.
Ma la tentazione è troppo forte, non posso resistere, fremo, guardo il mio ospite e chiedo : “Posso…?”. Uno sguardo benevolo che non fa che rafforzare l’aplomb da serio professionista che lo caratterizza, e poi con tono comprensivo “Ma certo, puoi fare quello che vuoi”.
Non me lo faccio ripetere due volte e, messi da parte gli ultimi brandelli di quella serietà professionale che non ho mai preteso di avere, mollo tutti e corro ad abbracciare la creatura nel laboratorio. [… ]


MASTER BLASTER ( M. Barbagallo ), 14 Maggio 2013

 

Ricerca ed approfondimenti a cura di Emilio Grosso (Premio Letterario Presidenza del Consiglio - Selezione Premio Viareggio 1982))

 

 

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www.emozionidalcinema.it

www.creaturestudios.com

www.dinoeventi.com

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