Paolocci
Francesco e Gaetano
Special Effects
Supervisor - Supervisori agli Effetti Speciali Cinematografici
Sii tratta di due ricercatori -
professionisti esperti nella creazione di molteplici tipologie di
Effetti Speciali Cinematografici Tridimensionali ed Ottici e nella
realizzazione pratica degli effetti stessi.
Nello specifico lo "Special
Effects Supervisor" è la figura che si occupa di coordinare e seguire in
tutte le fasi la progettazione e la realizzazione degli effetti speciali.
Il suo compito spesso si estende
anche alla direzione delle sequenze in cui sono previsti effetti speciali, o
comunque all'affiancamento tecnico del regista.
Specializzati in America negli
effetti speciali di trucco, trasformazioni e mutazioni progressive degli attori,
sono ideatori e realizzatori di protesi facciali ed animazioni di creature
fantastiche nonchè di robot per la completa sostituzione dell'attore.
Esperti in tutti i procedimenti
di progettazione / modellazione - scultura / formatura / realizzazioni in
siliconi, latex e foam latex, animatronica.
Esperti consulenti agli effetti
speciali e alla regia della post-produzione per le scene con elaborazioni
ottiche da realizzarsi in optical printer.
Progettano e realizzano story
board inerenti alle sceneggiature di films di genere spettacolare.

Segue una traccia cronologica di alcuni tra gli eventi più significativi:
-
Francesco
e Gaetano Paolocci si affacciano professionalmente nel mondo dello
spettacolo nel 1981, appena diciannovenni e costituiscono per anni una struttura
realizzativa per la creazione ed organizzazione del prodotto filmato / mezzi da
ripresa / scenotecnica / laboratorio truka / montaggio e taglio del negativo in
tutti i procedimenti di effetti speciali ottici: elaborazioni ottiche, blue
screen, dilatazioni scenografiche in truka, con la loro contestuale supervisione
artistica e tecnica sin dalla fase della ripresa sul set.
- Espongono in Cinecittà,
gratificati dalla stima della Dirigenza, le loro prime opere in occasione
della consegna dei "Passaporti per Cinecittà" celebrazioni avvenute
nell'estate 1983/ 1984.

- Nell'Aprile del 1983 l'incontro
nella stessa Cinecittà con Federico Fellini, Dino Risi,
Ettore Scola e D. Altman che esternano apprezzamenti circa le loro
opere.
- Partecipano alla realizzazione di
diverse pellicole tra le quali il significativo film "Lady Hawke", del
regista americano Richard Donner e con attori come Michelle Pfeiffer,
Rutger Hauer, Matthew Broderick ( per la direzione della
fotografia del premio Oscar Vittorio
Storaro
).Il loro intervento riguarda la realizzazione delle carogne dei lupi che nella
storia del film sarebbero stati fatti uccidere da uno dei personaggi
protagonisti, il malvagio arcivescovo ( John Wood ).
- Nel Novembre 1983 in North
Carolina Films Corporation vengono chiamati a lavorare come assistenti al
trucco - Model Making Dept - sul set della Dino De Laurentiis, a
Wilmington, per la creazione di lupi mannari al fianco del maestro di trucco
Michael M.C.Kraken ( "Il Pianeta delle scimmie" - 1968 ) in "Silver
Bullet" un film per la regia di Daniel Attias ( 2° unità in "E.T." di
Steven Spielberg ) prodotto da Martha Schumacher, tratto da un
racconto di Stephen King e con attori come Gary Busey, Everett
Mc Gill, Corey Haim.
- Nel 1984 in Italia viene sottoposto
alla loro attenzione il copione - prima stesura originale - di Total Recall
("Atto di Forza"), con Arnold Swarzenegger, studio per il quale
preparano la creatura mutante "Kuato" che originariamente era stata
concepita dagli sceneggiatori - e realizzata da Francesco e Gaetano
Paolocci - quale "gemello" avvizzito - dietro la schiena di un essere umano; sviluppando
per la prima volta un'interessante miniaturizzazione dei movimenti che venivano
trasferiti molto realisticamente da un attore-mimo al piccolo personaggio
sintetico. La preparazione del film fu però temporaneamente sospesa (quattro
anni) e ripresa in America da altra società di produzione e di conseguenza anche
la creazione degli effetti speciali affidata ad uno staff interamente americano.
Conducono, quali sperimentatori
del processo analogico, dal 1986 al 1995 uno studio nel laboratorio ottico
privato sulle complesse tecniche di "blue screen", procedimento analogico
destinato alla realizzazione di scene altamente spettacolari; quindi riescono a
stabilire definitivamente questa reale, concreta possibilità, anche per la
produzione italiana, garantendo il "ciclo completo" delle suddette elaborazioni.
Fanno seguito rapporti di
consulenze e collaborazioni con Cinecittà per la creazione di effetti
speciali tridimensionali ed ottici, nonchè di processi analogici ad essi
collegati.
Sin dal loro esordio americano
Gaetano e Francesco Paolocci si occupano di Cinema e Televisione:
vengono infatti chiamati a partecipare direttamente in prima persona in
Programmi televisivi - Pubblicità - Eventi ed a collaborare in decine di
"Special" per programmi tv, creando effetti speciali in più di trenta films
prodotti da numerose società cinematografiche - italiane, europee ed americane
quali:
WARNER BROS ( USA )
RACING PICTURES ( USA )
COSMOSEION
RAI
RADIOTELEVISIONE ITALIANA
SCALERA FILM INTERNATIONAL
CINECITTA'
MSD
CINEMATOGRAFICA
PAC
PRODUZIONI ATLAS CONSORZIATE
CANNON PRODUCTIONS N.V ( USA )
VIDEOTRADE AUDIOVISIVI
BETA FILM
DINO DE LAURENTIIS ( USA )
FILMALPHA
MIMA FILMS
TV KEY
RETEITALIA
FICTION PRODUCTION
INTERNATIONAL FILM CORPORATION ( USA )
DANIA FILM
FILMES INTERNATIONAL
STUDIO KAPPA PRODUZIONI CINETELEVISIVE
SAN
PAOLO AUDIOVISIVI
GRUPPO BEMA
YARNO CINEMATOGRAFICA
RSG
PRODUCTION
VARIETY FILM
NATIONAL CINEMATOGRAFICA
URANIA FILM
ALA
CINEMATOGRAFICA
FLORA FILM
SAN
FRANCISCO FILM
NORTH CAROLINA FILM CORPORATION ( USA )
EUROPA CINE TV
PRO.SA
FILMAURO
RAI
INTERNATIONAL
DUEA FILM
CALIFORNIA FILM
- Nel 1985 il produttore esecutivo
John Thompson per conto della Cannon International nel suo ufficio in
Roma sottopone ai due artisti il copione di un film particolare per
l'ambientazione e lo stile dello svolgimento cinematografico: The Barbarians
(Warner Bros).Siamo infatti negli anni in cui spuntano capolavori sul
tema fiabesco-medioevale e mitologico.Per alcune particolari ricostruzioni gli
interni del film furono girati negli stabilimenti cinematografici De Paolis,
dove fu ricostruita un'intera palude, per gli esterni furono scelti i panorami
rocciosi in Abruzzo e boschi nel Lazio; facevano parte del cast attori, oltre ai
due gemelli culturisti protagonisti, il famoso Richard Lynch e la
giovanissima Eva la Rue. Considerando che in quegli anni mancava
totalmente l'apporto di tecniche digitali, il film comunque rappresentò una
gradevole e riuscita esperienza cinematografica sul tema fiabesco.Il regista del
film, Ruggero Deodato, un vero esperto del settore - in un articolo del
giornalista A. Di Mezza nella pagina "Spettacoli" per - il Giornale di Napoli
- racconta la sua fiaba-kolossal (5 miliardi) piena di effetti speciali: <... è
un film a video-clip, con un'ambientazione da fiaba, stupenda, grazie anche ai
tanti effetti speciali ...la trasformazione da uomo in lupo, i Draghi, le creature
arboree, gli zombi, gli uomini pesce, c'è di tutto. Ed è tutto opera di due maghi
italiani i fratelli Francesco e Gaetano Paolocci, incredibilmente
abili nell'inventare gli effetti speciali>
- Il giornalista L. Giannini nel
Dossier - Cinema per - il Giornale di Napoli - racconta l'incontro
con i due artisti
emergenti:
- "Così lavorano i Frankenstein
del Duemila ...un'incredibile fucina in cui due ragazzi di 23 anni, dando
forma al loro viscerale amore per il fantastico, inventano mostruose creature,
forgiano lupi mannari, draghi della palude...con una cocciuta passione per il
dettaglio, ma, soprattutto, li animano dando loro un invisibile soffio vitale
che li fa esprimere, muovere, piangere, ridere....questi due ragazzi sono una
rivelazione.Sono sbucati dal nulla.In quel laboratorio hanno studiato, lavorato,
sperimentato, provato e riprovato i loro <effetti>. E alla fine il cinema li ha
scoperti.Addirittura Dino De Laurentiis, talent scout e megaproduttore
galattico dopo aver visto le orribili meraviglie di cui sono capaci li ha voluti
con se impegnandoli in un contratto pluriennale per far loro realizzare le
creature aliene che serviranno ai suoi prossimi film genere <fantasy>..."
- Nel Febbraio del 1986, in qualità di
specialisti e per il realismo dimostrato nella realizzazione di alcune scimmie
antropomorfe, vengono incaricati di ricostruire, sulla base di precise
indicazioni da parte dello scienziato Criptozoologo Bernard Heuelmans, l'abominevole "uomo delle nevi" o Yeti. La creatura realizzata da
Gaetano e Francesco Paolocci diventa così protagonista di una
spedizione a Kathmandu in Nepal organizzata dalla RAI per il programma
diretto da Piero Badaloni "ALLA RICERCA DELL'UOMO DELLE NEVI" e dal
mensile culturale ATLANTE dell'Istituto Geografico De Agostini.
Dal racconto dei due registi Gianni Barcelloni e Paolo Brunatto in
merito alla spedizione sull'Himalaya nepalese, nelle zone dove gli avvistamenti
dell'uomo delle nevi erano stati sino ad allora più frequenti:" ...il costume
dello Yeti, che i fratelli Paolocci hanno realizzato per noi seguendo le
indicazioni di testimoni oculari e di eminenti criptozoologi.. per capire quanto
la ricostruzione corrispondesse all'idea che dell'abominevole hanno i nepalesi ...
il risultato è stato sorprendente.." Lo sherpa che fu truccato da Yeti con i
sofisticati materiali realizzati precedentemente in laboratorio dai fratelli
Paolocci era Tensing Norkey, che nel1950 guidò Sir Edmund
Hillary il primo occidentale
giunto in vetta all'Everest.
- Nell'anno 1986 nel mensile di
attualità ed informazione cinematografica e televisiva "Ciak" a proposito
degli "effetti speciali - industria in italia" A.Ferrari, riferendosi alle
creazioni di Francesco e Gaetano Paolocci scrive:" ...Realizzati
in collaborazione con Carlo Rambaldi, gli effetti speciali del film di
Daniel Attias - "Silver Bullet" reggono dignitosamente il confronto
con le più sofisticate trasformazioni create dallo statunitense Rick Baker
per il film "Un lupo mannaro americano a Londra" diretto da John
Landis nel 1981."
- Nel 1991, nella rivista
specializzata "Nuovo Cinema Europeo" M.Garritano in una area dedicata
alla Tecnica scrive:"...non è azzardato prevedere che il futuro del Cinema,
sotto tutte le latitudini, si giocherà sempre di più in questo settore degli
effetti speciali ... in Italia, i Fratelli Francesco e Gaetano Paolocci
svolgono da ben 10 anni uno studio approfondito sugli effetti speciali che li
qualifica tra i maggiori esperti del settore.."
- Nel 1992 il regista cinematografico
Duccio Tessari li incarica di una difficile e particolare trasformazione
di "D.r. Jekill e Mr.Hyde", per la commedia in due atti tratta dal
romanzo di R.L. Stevenson, interpretata nel ruolo del protagonista dal
bravissimo attore Giancarlo Sbragia; la trasformazione si presenta subito
come un lavoro difficile poiché il tutto è da realizzarsi in teatro sotto gli
occhi degli spettatori, mentre sino ad ora risultati simili erano possibili solo
nei films, soprattutto grazie al montaggio ed alle varie e diverse fasi di
trucco dell'attore preparato in camerino, e spesso in giornate diverse di
lavorazione sul set del film. Il lavoro viene eseguito partendo da procedimenti
di calco del viso e delle mani al fine di realizzare il modello-base o copia
dell'attore indispensabile per la lavorazione in laboratorio nelle
trasformazioni e modifiche della fisionomia. Grazie alla modellazione dei
lineamenti del cattivo Hyde realizzata da Francesco e la riduzione in protesi da
trucco, velocemente posizionabili sul viso, sulle mani e nella bocca dall'attore
stesso, istruito opportunamente allo scopo, il risultato fu per tutti
entusiasmante.
- Dello spettacolo
G.Manin nella pagina Teatro del "Corriere della sera" scrive:"..a
vista Sbragia-Jekyll diventa Sbragia-Hyde grazie a una serie di << effetti
speciali >> rubati al cinema e alla grande bravura dell'attore,..."
- A riguardo di una Mostra sugli
effetti speciali realizzata nell'estate del 1994, con le creazioni di
Francesco e Gaetano Paolocci e patrocinata dall'Azienda Autonoma di
Soggiorno e Turismo per l'Etruria Meridionale, così scrive L.Grazia Tiberi sul
Corriere: "....Lo spettacolo, forse è meglio chiamarlo così piuttosto
che tout court mostra, è incentrato sugli effetti speciali per il cinema,
creature fantastiche, trasformazioni... i due artisti, bravissimi discepoli di
Carlo Rambaldi, meritano per le loro opere la più alta attenzione..."
- E riferendosi a questa particolare
attività: "....i due maghi degli effetti speciali forti della loro
professionalità dopo undici anni di esperienza in America costituiscono un'isola
felice in Italia che in questo ambito soffre la carenza di una cultura come
quella americana la cui consolidata tradizione finisca per spingere
inevitabilmente i bravi creatori italiani a collaborare quasi esclusivamente con
i produttori d'oltreoceano."
R.
Cea - Il Tempo - 20 Agosto 1994
- Grazie ai loro meriti professionali
nel 1995 vengono proposti e nominati membri della prestigiosa Associazione
A.T.I.C. (Associazione Tecnici Italiani Cinematografici) dall'illustre Prof.
Mario Bernardo, direttore della fotografia e regista, docente presso il
Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma ( membro della commissione
permanente di normativa tecnica per la cinematografia e la produzione televisiva
italiana ) inserendo così il loro nome fra i migliori specialisti del settore
tecnico cinematografico.
- Nel 1995 a proposito del Film "L'arcano
Incantatore" di Pupi Avati, una produzione Filmauro - Duea film,
con attori come Carlo Cecchi e Stefano Dionisi, nella pagina
Spettacolo del "Corriere della sera" S.Coletti scrive: "...Il tutto
supportato da effetti speciali, alcuni, i più semplici, realizzati direttamente
sul set, mentre per i più complessi ci sarà in laboratorio l'intervento
manipolatore dell'elettronica, effettuato dai fratelli Paolocci autentici
leader del settore."
- Nell'anno 1996 operano nel ruolo di
docenti nell'Accademia Europea di Alta Formazione degli Effetti Speciali
del Premio Oscar Carlo Rambaldi
(E.T., King Kong, Alien) che li chiama a curare il settore
specifico riguardante il disegno-progetto, la scultura, l'animatronica negli
Effetti Speciali Cinematografici. Obiettivo del Corso era quello di trasmettere
ai partecipanti le nozioni fondamentali sulle tecnologie utilizzate per la
realizzazione degli effetti speciali per il cinema, portando il loro grado di
conoscenza al pari con la realtà cinematografica attuale, per formare le figure
professionali di Special Effects Make-Up Supervisor di maschere e trucchi
facciali, largamente presenti nel mercato d'oltreoceano ma quasi del tutto
mancanti nelle produzioni nazionali. Lo scopo del Corso, in ciascuna sezione,
era quello di creare degli specialisti in grado di
operare in questo particolare settore con un forte bagaglio di esperienze e con
un linguaggio specifico.
- Per la rivista specializzata Il
Giornale dello Spettacolo nel febbraio del 2000, nella pagina "Attualità",
così scrive E. Petrucci in qualità di esperto e profondo conoscitore di tutte le
sofisticate tecnologie cinematografiche utilizzate nella storia del cinema ed
impiegate oggi nei più importanti e tecnologicamente avanzati parchi tematici
del mondo: "...Quante volte all'uscita dal cinema dopo un film spettacolare, ci
siamo chiesti come sia stato possibile realizzare immagini così complesse....il
cinema americano lo ha capito da anni, ed ha pertanto investito fior di milioni
di dollari in questo settore, cosicché gli studi di effetti speciali
d'oltreoceano oggi, somigliano più a fabbriche che non a laboratori. In Italia
invece, in mancanza di un tessuto industriale parimenti forte e ricettivo, lo
sviluppo degli effetti speciali è demandato all'iniziativa dei singoli che poi,
more solito, emergono più all'estero che qui da noi...entrando nella mostra delle
creazioni dei fratelli Paolocci, giunta alla sua XVIII edizione a
Viterbo, troviamo ogni sorta di personaggio: cavernicoli, dinosauri, alieni,
robot, mutanti ...maschere così reali da sembrare vere ...un grande Tirannosaurus
Rex, completamente automatizzato, ha richiesto da solo un lavoro di sei mesi:
tre per la scultura ed altri tre per la parte elettromeccanica ma, vi assicuro,
è identico al T.Rex animatronico utilizzato nella sequenza dell'attacco alle
Land Rover in Jurassic Park (id., Universal Pictures, 1993)...oltre che per
il cinema italiano questi due giovani autori hanno anche lavorato per molti
film Usa in una sequela impressionante di blockbuster che hanno incassato cifre
da capogiro in tutto il mondo...dunque creatività, alta tecnologia e profonde
radici italiane: questa la ricetta della qualità assoluta delle creazioni di
questi due nostri artisti..."
- Nel Novembre 2001 ne "il Giornale"
nella sezione Roma Eventi in occasione dell'esposizione di alcune tra le loro
creazioni M.Cittadini scrive: "Più vero che verosimile. Iperreali , creature
animatroniche ( prendono vita attraverso la robotizzazione ), capaci di
sorprendere nel saper restituire verità espressive..."
-
Sempre a riguardo di una Mostra-evento sugli effetti speciali, di grandi
dimensioni, realizzata nel Novembre del 1999, così scrive M. Spadavecchia sulla
pagina Spettacolo del nov. 1999 "Il Tempo": "Stupiti dagli effetti
speciali...può accadere in questo laboratorio altamente specializzato, con la
tecnologia più avanzata, per la creazione di effetti speciali cinematografici
realizzato dai fratelli Francesco e Gaetano Paolocci ... due artisti
esperti proprio in questo campo, attualmente consulenti e collaboratori di
Cinecittà. E' una raccolta di tutti i più straordinari effetti speciali
utilizzati nel mondo di celluloide ...insieme ai mostri del cinema di ieri, oggi e
domani, alle maschere e ai costumi da set, ai trucchi e alla versione
tridimensionale delle scenografie più sofisticate..."
-
nov.1999 - ed ancora l'inviato del "Il Messaggero":
Mostri in mostra ... sono arrivati dinosauri e alieni.
<Volevano stupire con effetti speciali e ci sono riusciti. Quello che sono
riusciti ad allestire, Francesco e Gaetano Paolocci, gemelli, 36 anni ... è
sintetizzato da quanto ha affermato lo stimato giornalista Rai Carlo Picone
al termine della presentazione:
"Questa mostra è talmente realistica che la sera non dormirei qui! .. c'è
infatti di tutto: attraverso le creazioni per gli effetti speciali
cinematografici, creati dai due fratelli, ritenuti tra i migliori esperti del
settore, è possibile compiere un vero e proprio viaggio nel tempo. S'incontrano
uomini primitivi, ci si può trovare faccia a faccia con i dinosauri come milioni
di anni fa; con un salto di un milione di anni ci si trova poi immersi nel
medioevo per compiere, infine, un volo nel futuro dove non mancano cyborg ed
alieni...">
-
In riferimento ad un loro particolare evento espositivo, patrocinato
dall'Amministrazione Comunale di Viterbo, il giornalista R. Mastrogregori sul "Corriere
di Viterbo"così riporta:
Una mostra sugli effetti speciali
.
I
fratelli Paolocci,
ideatori di creature animate per il cinema, hanno aperto un museo con i loro
lavori...hanno collaborato alla realizzazione di moltissimi film di successo in
Italia e negli Stati Uniti espongono il meglio della loro arte e della loro
tecnologia...."Realizzano creazioni per gli effetti speciali dei film, ma i
loro effetti speciali non sono fatti solo con la grafica computerizzata. Sono
delle vere e proprie sculture, messe a punto nei minimi particolari grazie
all'uso di materiali all'avanguardia e di tecnologie sofisticate... dall'86 si
occupano di effetti speciali. Hanno lavorato alla realizzazione di film
importanti sia in Italia che negli Stati Uniti... le loro creazioni sono di un
realismo disarmante... Non mancano i cyborg nello stile di Robocop e i robot in
grado di fare ogni cosa. Degnamente illustrato il settore horror, con
pipistrelli meccanici o tute da indossare che trasformano gli attori in mostri
impressionanti...I fratelli Paolocci, fra l'altro si riconducono ad
una tendenza molto diffusa nel cinema odierno: la tendenza alla proliferazione
dei fratelli in tutti i settori chiave della produzione filmografia..."
-
Anche la Rai, il 5 gennaio 2000, sempre presente alle loro
manifestazioni spettacolo con dirette televisive, non poteva mancare a questo
singolare ed
importante appuntamento con le creazioni cinematografiche dei due
artisti; così annuncia "Il Tempo" nel Gennaio 2000:
Effetti speciali in tv dagli "Studios" viterbesi
- di Ma. Spa.
".. arriverà sugli schermi televisivi anche la città dei papi, col suo museo
degli alieni creato dai fratelli Francesco e Gaetano Paolocci. A partire
dalle ore 9 il programma in onda su Rai 2 "in famiglia" condotto da
Tiberio Timperi e Roberta Capua, si collegherà in diretta ... per far
vedere il fantastico mondo delle meraviglie cinematografiche. Protagonisti della
puntata saranno proprio i due gemelli Paolocci ... un vero e proprio parco
della fantasia e del mistero cinematografico che si estende su una superficie di
mille metri quadri, con creature ricostruite scientificamente, coi personaggi
del cinema, le maschere, i costumi da set, i trucchi e le scenografie più
sofisticate. Un'opera creata dai due fratelli esperti in questo straordinario
campo e attualmente consulenti e collaboratori di Cinecittà che arriverà
nelle case degli italiani."
- E' l'anno 1983: Francesco e
Gaetano Paolocci si trovano in North Carolina presso gli stabilimenti
cinematografici di Dino De Laurentiis, è lì che nasce l'idea di
riproporre dal vivo - attraverso dei sofisticati effetti speciali di trucco ( special make up ) - un
grande mito dello spettacolo italiano, il grande attore comico Principe
Antonio De Curtis in arte Totò.
Si
trattava del progetto di un trucco molto elaborato, in protesi di Make up, che
avrebbe reso Francesco, come attore, libero completamente di esprimersi e, come faceva
Totò, passare in rassegna tutte le migliori espressioni, senza alcuna
limitazione ricalcandone movenze ed atteggiamenti.
Dino De Laurentiis aveva
in passato prodotto molti films con l'attore comico napoletano e ai fratelli
Paolocci sembrava una magica coincidenza che questa idea, inizialmente mai
confessata al grande produttore, potesse nascere proprio in America e non in
Italia (patria legittima del grande attore scomparso).
Da
quel momento iniziò di fatto, per questi giovani artisti, uno studio che
continuò per ben venti anni, accompagnato da una passione e stima crescenti per
l'artista scomparso.
- Così riporta L. Di Spirito nel
settimanale Sorrisi e canzoni TV nell'agosto del 1993 che dedica la
copertina al Totò interpretato da Francesco Paolocci dal
titolo:"Totò e Milly Carlucci: cronaca di un incontro impossibile" <.... Posare
per le foto di "sorrisi" mi ha molto impressionata: ho avuto la sensazione di
stare con il vero Totò, in carne ed ossa, tanto era la somiglianza del
sosia - dice Milly Carlucci - è veramente difficile trovare un
personaggio che somigli così tanto a Totò ...> segue nell'articolo: "...A
far rivivere Totò sono Francesco e Gaetano Paolocci (29
anni) famosi creatori di effetti speciali ...i Paolocci custodiscono
gelosamente il procedimento di applicazione dei materiali sintetici che usano
per modificare i lineamenti: una tecnica appresa in America in 10 anni di
lavoro..."
- Nell'Agosto del 1998, il produttore
cinematografico Fabrizio Capucci, che pure aveva recitato accanto a
Totò nel film "Rita, la figlia americana" (italia,1965), ingaggia
Francesco Paolocci per il doppiaggio di uno spot televisivo dove
compariranno immagini del vero Totò utilizzato questa volta come
testimonial di un importante promozione televisiva costata più di sette miliardi
di lire ( M.Martinelli - Il Messaggero dicembre 1998). Le immagini sono
tratte da spezzoni di vari films, e Francesco Paolocci ( in veste di
doppiatore ) ha il compito ora di prestare la sua voce nei modi e nel timbro del
tutto simili a quella del vero Totò. Si rivela da subito una scommessa
per tutti; Francesco che negli anni aveva studiato la voce del grande
Totò alla perfezione stupisce tutti, in sala doppiaggio, con una
interpretazione davvero straordinaria; riuscirà infatti ad imitarne non solo le
inflessioni, ma la dolcezza e il calore, tanto da sembrare la vera voce di
Totò.

Questa passione, nel tempo, porterà poi Francesco, in veste di imitatore
di Totò, a partecipare a diverse trasmissioni televisive e ad incontrare
vari personaggi che ebbero la fortuna di conoscere il grande attore; ma
l'incontro più emozionante e significativo resterà quello con la figlia del
comico napoletano, Liliana De Curtis, nel Gennaio del 1995.
- Ed ancora M.Martinelli nel Il
Messaggero del dicembre 1998 nella pagina Cronache Italiane:< ..Lucio
de Caro, giornalista e sceneggiatore, Edmondo Ricci, produttore
cinematografico ( "Fontamara", 1980, di C. LIzzani ) e Alberto Corbi,
giornalista ..dicono che furono loro, più di un anno fa, a capire che quella di
Totò poteva essere la figura migliore per pubblicizzare il TOTOSEI e il
TOTOCALCIO in generale; bastava giocare sull'accento, inventare un dialogo
strapparisata e imitare alla perfezione le espressioni e la parlata del comico
napoletano....avevano persino scovato un ragazzo che imitava a perfezione Totò:
Francesco Paolocci di Viterbo...>
-
Edmondo Ricci,
produttore cinematografico degli anni del cinema dei "telefoni bianchi" stimando
Francesco non solo come doppiatore di Totò ma anche come attore, lo aveva
proposto come possibile interprete di un intero film incentrato sulla vita del
grande comico. (Vincenzo Mollica - rubrica spettacolo - Tg. Rai 1996)
- Per la rivista specializzata Il
Giornale dello Spettacolo nel febbraio del 2000, nella pagina "Attualità",
così scrive E. Petrucci:<...ed il nostro Totò, come per magia, torna a
recitare: Francesco Paolocci infatti, è la voce ufficiale di Totò,
utilizzata in diverse occasioni e da ultimo nello spot televisivo TOTOSEI del
Coni ...>
- Per cinque serate consecutive, nel
Marzo 2002, Francesco Paolocci viene chiamato ad interpretare Totò
con la sola voce fuori campo nella trasmissione televisiva in diretta Sanremo
Internet Television Festival, straordinario evento LIVE di streaming
video (televisione via internet). Ovvero 5 (cinque) serate effettuate in
concomitanza con il festival di Sanremo, dal 5 al 9 marzo (dalle 20.30 alle 24).
Ospite fissa in studio Nilla Pizzi, che ha appena partecipato a 6 puntate
di Domenica in (Raiuno) con collegamenti RADIO e TV di tutt'Italia. Conduce il
giornalista G. Cajati ( a cura di R. Postiglione, regia di
V. Durante ).Nel
copione - affidato esclusivamente alla improvvisazione - è il "Principe della
risata" che dialoga amichevolmente con i vari personaggi in studio, rievocando i
momenti d'oro della canzone italiana, con una magnifica Nilla Pizzi, sua
interlocutrice, autentica regina della canzone italiana di quegli anni.
Francesco e Gaetano Paolocci di nuovo insieme al grande Dino De Laurentiis
Per qualche anno gli artisti Francesco e Gaetano Paolocci, insieme al grande Dino De Laurentiis si impegnano a perfezionare questa particolare interpretazione di Totò;
i suggerimenti del grande produttore e la loro ricerca della perfezione producevano nel tempo una visione di Totò estremamente fedele all'originale e, per alcuni aspetti,
toccante. Dino De Laurentiis, napoletano che ha conosciuto Totò e ne ha prodotto i films, spinse infatti questi artisti verso un'impresa quasi impossibile,
visto che Totò è imprescindibilmente legato alla sua "maschera", occorreva
perfezionare all'inverosimile le operazioni di trucco sul suo viso, lavoro
che fu affidato Gaetano fratello di Francesco, già specializzato negli effetti
speciali di trucco cinematografico, verificando continuamente se
anatomicamente il suo viso era realmente compatibile per tale complessa
ricostruzione.
Passò del tempo quando di provino in provino si riuscì a vedere finalmente
realizzato questo sogno, con la grande approvazione del più grande produttore di tutti i tempi: “ Mai c'è stata l'occasione di incontrare un interprete che facesse del grande Totò non una semplice imitazione ma qualcosa decisamente oltre .. uno studio del Principe della risata non limitato alla rappresentazione "macchiettistica" ma che spaziasse nell'emozionante interpretazione dell'uomo Antonio De Curtis fuori le quinte, lontano dal set, dagli anni di gioventù a quelli ultimi della senilità …”
Ma colse tutti di sorpresa la scomparsa di Dino, nel Novembre del 2010.
La Repubblica – A. Finos – 12 novembre 2010
Dino De Laurentiis: “Volevo raccontare la storia del più grande comico italiano”
< L’ultimo progetto del produttore era un “un omaggio cinematografico al più grande e misconosciuto dei comici italiani” Un film per raccontare la vita drammatica di Totò con l’aiuto dei più grandi scrittori, registi e showman italiani….l’idea che De Laurentiis accarezzava da un trentennio si era trasformata in un progetto concreto da un anno. Aveva trovato l’interprete fisicamente perfetto di De Curtis in Francesco Paolocci, truccato dal fratello Gaetano, mago degli effetti speciali.
Nel vederlo, Dino s’era commosso…si erano resi disponibili a quest’atto d’amore scrittori come Umberto Eco e Raffaele La Capria, i registi Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Mario Monicelli, Carlo Lizzani, perfino star come Fiorello e Celentano…>
Paolocci, il sosia perfetto che ingannò anche la figlia
< Il Film su Totò era diventato possibile grazie alla tenacia dei fratelli Paolocci. Artisti degli effetti speciali, avevano lavorato con De Laurentiis nel film Silver Bullet, nell’83. Dopo anni di tentativi, Francesco è diventato il sosia di Totò grazie al trucco del fratello Gaetano.
Liliana de Curtis, vedendo un video-confronto dei due attori, non ha distinto l’imitazione dall’originale.>
Addio Dino De Laurentiis - Horse Sprint
DEL NOCE: SCOMPARE UNO DEI GRANDI DEL CINEMA –
"Scompare uno dei grandi del cinema italiano degli anni '50 e non solo''. Così Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction, commenta la scomparsa di Dino De Laurentiis, avvenuta a Los Angeles, all'età di 91 anni. Fino all'ultimo, ha sottolineato Del Noce, "ha conservato una lucidità straordinaria, rimanendo sempre sul pezzo con tanta voglia di fare". Il direttore di Rai Fiction ricorda di averlo sentito poco tempo fa al telefono, dagli Stati Uniti: "Mi chiamò per segnalarmi un attore che, a suo dire, aveva lo stesso carisma e le stesse capacità interpretative del grande Totò. Questo dimostra - ha concluso Del Noce - la sua grande voglia di continuare a lavorare".
Il regista Bellocchio a Los Angeles- Italia rivela progetto
(ANSA) - LOS ANGELES, 21 FEB – 2011
< L'estate scorsa il produttore Dino De Laurentiis chiamo' Marco Bellocchio per proporgli un progetto dedicato alla figura del principe Antonio De Curtis, in arte, Toto'.
Lo ha raccontato lo stesso regista alla serata di apertura della quinta edizione del Los Angeles Italia, il festival del cinema italiano a Hollywood che come ogni anno si celebra nella settimana che precede gli Oscar.'''Quando penso a Dino, ho un gran rimpianto: non aver fatto con lui il film su Toto''Avrei voluto lavorare con De Laurentiis'', ha detto,''Io che non avevo mai lavorato con Dino, accettai con entusiasmo''.
La morte di De Laurentiis, a novembre, stoppo' il progetto: ''E' un mio grande dispiacere non aver mai lavorato con lu,' ed e' un vero peccato non esserci riuscito”. .. Accolto da una standing ovation, Bellocchio infatti non ha mancato di ringraziare l’amico Dino De Laurentiis, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto profondo..>
Ma
Francesco e Gaetano Paolocci acquisiranno negli anni competenze che
li spingeranno oltre il settore dello spettacolo cinematografico come qui di
seguito riportiamo:
- Nell'anno 2001 grazie alle
loro capacità nella modellazione della pelle artificiale, al realismo ottenuto
ed alle metodologie e competenze estetiche raggiunte, in qualità di
Anaplastologists, il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche di Bologna
diretto dal Prof. R.Scotti li attiva per perfezionare procedimenti
inerenti ad interventi in maxillofacciale e nel campo delle delicate
ricostruzioni in chirurgia plastica, sperimentando un metodo originale da loro
stessi creato, brevettato e per la prima volta pubblicato nell'articolo: "AN EXPERIMENTAL DESIGN FOR THE
RETENTION OF MAXILLOFACIAL - PROSTHESES WITHOUT CRANIOFACIAL IMPLANTS" nella
rivista "Journal of Prosthetic Dentistry":
<...asportazioni massive di ampie
parti del volto a seguito di exeresi chirurgica su base oncologica spesso
rendono necessarie ampie ricostruzioni... si ringraziano i tecnici artistici
Gaetano e Francesco Paolocci per il contributo dato, grazie alla loro
particolare tecnica, nella elaborazione della metodologia e nella realizzazione
artistica ... il positivo riscontro del paziente nel suo ambiente familiare e
lavorativo ed il successivo follow-up clinico hanno mostrato come questo tipo di
design sperimentale utilizzato sia stato correttamente impiegato come valida
risposta all'esigenza psicologico-relazionale della persona, in vista di un
recupero estetico accettabile...>
- Nell'anno 2002 Alcuni tra i più
importanti lavori vengono pubblicati nel 51° Congresso nazionale -
SOCIETA' ITALIANA DI CHIRURGIA PLASTICA, RICOSTRUTTIVA ED ESTETICA e trattati
nel Seminario di Aggiornamento in Clinica Odontoiatrica a Bologna sul tema dei
pazienti disabili.
- Nel 2002 viene richiesta e
pubblicata una loro particolare consulenza in merito al caso dell' "HOMO
PONGOIDES" nel "LE BULLETIN DE LA BIPEDIE INITIALE" Editée par le
Centre d'Etude et de Recherche sur la Bipédie
Initiale : BIPEDIA - A Review from the STUDY and RESEARCH CENTER
for INITIAL BIPEDALISM, dove il ricercatore L.Rossi scrive: "...Il 18 marzo
2002, grazie all'estrema disponibilità del Dr. Olivier Glaizot, ebbi il
privilegio di potere accedere agli archivi iconografici di Bernard Heuvelmans
custoditi presso il Museo Zoologico di Losanna per esaminare le
fotografie a colori scattate al reperto e rimaste inedite sino ad oggi, sperando
di ricavare da esse qualche indizio utile per la
ricerca. Il passo successivo fu quello di consegnare il materiale ad
un'importante società specializzata nella realizzazione di effetti speciali, e
precisamente al suo consulente incaricato Gaetano Paolocci, al quale fu
chiesta una relazione tecnica qui riportata nei punti maggiormente indicativi e
furono esposte una serie di domande..."
- Nell'evento di carattere internazionale, realizzato in collaborazione con
l'Università degli Studi di Milano - Associazione Nazionale Insegnanti di
Scienze Naturali - con il Patrocinio del Ministero dell'Istruzione
dell'Università della Ricerca - Ministero per i Beni e le Attività Culturali -
Assessorato Cultura Musei e Mostre - Unione Giornalisti Italiani Scientifici,
dopo circa un anno dagli studi preliminari ed i confronti dei vari pareri degli
esperti, è stata finalmente presentata ed esposta la spettacolare ricostruzione
di Homo Habilis realizzata dagli esperti Francesco e Gaetano
Paolocci che, scelta dai responsabili scientifici a rappresentare una
sezione dedicata all'origine dell'uomo, ha raccolto - a detta della Direzione
stessa del Museo - vastissimi consensi tra i prestigiosi
interlocutori/Conservatori di Paleontologia/Professori di Paleoantropologia
intervenuti nell'evento di carattere mondiale organizzato nell'intento di
coltivare la passione per la cultura scientifica.
"...la ricostruzione di Habilis ha dominato il palco durante tutta la sessione
dedicata all'origine dell'uomo, ogni paleoantropologo ha colto l'occasione per
esprimere il proprio parere, con grandi apprezzamenti per l'effetto realistico..."
G.Teruzzi - MSNM

"Dopo il successo della prima
edizione del 2004, torna il Darwin Day a Milano. Questa volta alcuni dei
protagonisti del dibattito evoluzionistico italiano e internazionale si
confronteranno fra loro e con il pubblico attorno al tema dell'evoluzione umana.
Paleoantropologi, biologi evoluzionisti, genetisti, filosofi della scienza
animeranno le due giornate del convegno. Con il confronto delle centinaia di
persone che hanno affollato le sale lo scorso anno, dell'interesse riscosso
presso la stampa nazionale e dell'appoggio offerto dalla comunità scientifica
internazionale, il Darwin Day diventa un appuntamento annuale dedicato
all'evoluzionismo...."
Anna Alessandrello
- MSNM, Conservatore - SISN, Vice-Presidente / Carla Castellacci -
Divulgatrice scientifica freelance, Roma / Ilaria Guaraldi Vinassa del Regny
- MSNM, Relazioni esterne.
Fra le altre prestigiose
personalità, hanno partecipato: Richard Dawkins, Simonyi Professor of
Public Understanding of Science, Oxford University, UK - Juan Luis Arsuaga,
Direttore Centro Mixto Evoluciòn y Comportamento Humano, Universidad
Complutense, Madrid - Michael Mcllwrath, C.d.A. e Legal Advisory Council
del NCSE ( National Center for Science Education ) CA, USA -
- Nell'anno 2000 il Prof. Paolo
Broussard, docente di storia delle filosofie ( "La concentrazione" - 1954,
"Il neologismo" - 1965, "La perscrutazione nelle arti" - 1980 ) a seguito delle
partecipazioni televisive RAI nelle quali Francesco e Gaetano Paolocci
vengono ospitati a rappresentare questo settore della cinematografia italiana in
cui si notiziano le loro particolari capacità, conferisce ad essi un
menzionamento speciale nel "Saggio di filosofia del linguaggio" edito dal
CENTRO PER LA FILOSOFIA ITALIANA per l'inserimento nella lingua italiana del termine
Animatronica, quale neologismo introdotto grazie a questi professionisti per la
prima volta.
Testate italiane e straniere
d'informazione per la notiziazione degli eventi spettacolo che li hanno avuti in
pubblicazioni scientifiche ed interviste:
NOTE DI TECNICA CINEMATOGRAFICA
ANNUARIO DEL CINEMA ITALIANO
CIAK
REPUBBLICA
INFORMA SET
ATLANTE
TAXI
IL
TEMPO
IL
GIORNALE DI NAPOLI
IL
MESSAGGERO
NUOVO CINEMA EUROPEO
LE
BULLETIN DE LA BIPEDIE INITIALE
CINE SPETTACOLO
SAGGIO DI FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO
TV SORRISI E CANZONI
JOURNAL OF PROSTHETIC DENTISTRY
IL
GIORNALE
IL
CORRIERE DELLA SERA
CINEMA & TECNICA
LE
MAGAZINE
SUPERCINEMA
ACTING NEWS
6 Dicembre 2007
I Fratelli
Francesco e Gaetano Paolocci vengono premiati per i loro meriti
professionali nella splendida cornice del Teatro Unione:
- di V. Beli
- Corriere di Viterbo - mercoledì 28 Nov. 2007
"...Torna dopo 16 anni "I
Viterbesi nel mondo", per pagare un debito di riconoscenza a chi ce l'ha fatta
La Tuscia premia i suoi "figli"
migliori
La serata conclusiva giovedì 6
dicembre al Teatro Unione..."
Assessorato Cultura e Grandi Eventi

Provincia di Viterbo
Il presidente Alessandro Mazzoli e
l'assessore alla Cultura Renzo Trappolini
Presentano
RICONOSCIMENTO UFFICIALE A COLORO CHE SI SONO
DISTINTI NEL MONDO PER PROFESSIONALITA', INGEGNO, CREATIVITA', IMPEGNO.
L'evento è realizzato con il
patrocinio e il contributo della Provincia di Viterbo Assessorato alla
Cultura, inserito nell'ambito delle celebrazioni per l'ottantesimo
anniversario dell'istituzione della Provincia di Viterbo
con il sostegno di Confindustria- Viterbo e grazie
alla collaborazione del Comune di Viterbo
organizzazione 
Dalle Regioni /
Lazio - Viterbo All'Unione premiati i
"Viterbesi nel mondo" PROVINCIA.VT.it - Pubblicata il
09/12/2007
Viterbo -
Provincia - Tuscia
web
Viterbesi nel mondo
7 dicembre 2007 - ore 16,45
- "La manifestazione,
nel cartellone degli eventi per l'Ottantesimo della Provincia di Viterbo, è
stata una vera festa a cui hanno partecipato i viterbesi che hanno ricevuto il
premio, autorità e cittadini. Tra cui il presidente della Provincia di Viterbo
Alessandro Mazzoli, l'assessore alla Cultura Renzo Trappolini, il
vicepresidente Mario Trapè, il vescovo Lorenzo Chiarinell, il
prefetto Alessandro Giacchetti, il presidente della Confinustria
Alessandro Scopetti e l'assessore del Comune di Viterbo Giovanni Arena.
Nove i
viterbesi che hanno ricevuto il riconoscimento per aver svolto con
professionalità, ingegno e impegno la loro attività nel mondo... tra questi i
Fratelli Francesco e Gaetano Paolocci, supervisori agli effetti
speciali cinematografici..."

Un momento della premiazione
"Abbiamo
voluto inserire questo prestigioso evento nel programma per la ricorrenza degli
ottanta anni della istituzione della nostra Provincia...".
E' il pensiero
di A. Mazzoli,
presidente della Provincia di Viterbo, sull'evento.
di A. Coconi -
La Tua Voce on line di M. Bonatesta
-
"... 'Finalmente', nello scenario
del Teatro dell' Unione, si è tenuta la manifestazione che ha premiato i
viterbesi che si sono distinti, non solo in Europa, ma nel mondo, per la
loro professione, il loro talento, il loro ingegno festeggiando cosi anche
gli 80 anni compiuti dalla Provincia di Viterbo.
Presenti alla manifestazione diverse personalità civili, militari e
politiche; alcune presenti per manifestare il loro sostegno, altre presenti
per consegnare i numerosi premi che si sono susseguiti.
Conduttore della manifestazione è stato il giornalista RAI Stefano
Nazzaro, ottimo cicerone nel fare da guida ad un mondo da molti
sconosciuto, il mondo dei viterbesi nel mondo.
Il primo ad aver ricevuto il premio è stato il Professor Aldo Caporossi,
che si è distinto nella chirurgia oftalmologica grazie ad interventi
innovativi di trapianto della cornea da lui compiuti in Italia e all' estero
....Molto coinvolgente è stata anche la premiazione di Padre Gianni
Carparelli, che attraverso la sua attività, svolta nella comunità italo
- canadese, è riuscito a dare un futuro a giovani che sembrava avessero
perso del tutto non solo il loro futuro, ma la loro vita... Dalla medicina,
dalle opere missionarie, dalla politica in un batter d' occhi si è passati
al campo economico - finanziario con Sandro Lombardi.. Di grande
attualità, in un mondo sconvolto dalla guerra, dal terrorismo, dalla cronaca
nera sono stati due premi: il primo quello consegnato a Claudio
Margottini, geologo di Viterbo.. ..Il secondo premio rientrante in
questa categoria è stato quello a George Palermo, criminologo che si
è distinto negli USA per le perizie svolte in molti casi di
omicidio...
Interessantissimo è stato il premio consegnato ai fratelli Francesco
e Gaetano Paolocci, i quali partendo dal mondo del cinema ( hanno
lavorato con alcuni dei più importanti registi italiani di sempre), sono
giunti al mondo della chirurgia plastica inventando un prodotto in grado di
sostituire le protesi ossee nel caso delle cosiddette "devastazioni
facciali"...
l' astronauta Roberto Vittori, colui che con i suoi occhi ha visto l'
universo... Il Ministro Giuseppe Fioroni della Pubblica Istruzione...due
premi a parte, ma comunque importanti, sono stati quelli consegnati ai
novantenni Italo Faldi e Felice Ludovisi, due personalità
fondamentali nel mondo dell' arte e della cultura..."
"Questo è un tributo -
ha detto il presidente Mazzoli - al talento, alla passione e alla
tenacia di tutti voi che con il vostro lavoro avete portato in alto il nome
della città dei papi".
Amministrazione Provinciale di
Viterbo - filodiretto
- La Voce
di Viterbo nuova - S.
Tenentini / Martedì 4 Dicembre 2007
"...l'evento intende fornire il giusto
riconoscimento a tutti coloro che hanno contribuito a dare lustro alla nostra
provincia. Distinguendosi nei campi più disparati da quello medico a quello
cinematografico, da quello artistico a quello istituzionale...tra questi
spiccano i nomi dei fratelli gemelli Francesco e Gaetano Paolocci
tra i maggiori esperti a livello internazionale nella creazione di effetti
speciali. Ricercatori e professionisti esperti, approdano giovanissimi al mondo
dello spettacolo..."
Oggi pomeriggio nel teatro
dell'Unione la consegna dei riconoscimenti ai figli migliori. Grandi onori ai
viterbesi nel mondo sfilano sul palcoscenico i dieci "BIG"...
-
Corriere - Giovedì 6
Dicembre 2007 / di A. Loppi
"...Gaetano e Francesco
Paolocci tra i nove prescelti sul palco a ritirare il prestigioso
riconoscimento...assurti a meritata fama attraverso la loro geniale verve creativa
nell'ambito degli effetti speciali cinematografici ( debuttarono negli Stati
Uniti, giovanissimi, con Dino De Laurentiis ), nel corso degli anni
se pur non abbandonando mai la loro vocazione, i Fratelli Paolocci hanno
intrapreso anche un'attività parallela di grande spessore, e tuttavia nota solo
agli specialisti...detengono infatti dal 2005 il primo brevetto al mondo relativo
ad una tecnica rivoluzionaria per la ricostruzione artificiale di parti del
volto...restituendo così il sorriso a chi credeva di averlo perso per sempre."
Nel Marzo del 2008,
nella grande sala Nervi in Vaticano, l'artista Francesco Paolocci
consegna un'opera dedicata al Santo Padre, ospite la Delegazione
ufficiale della Provincia di Viterbo.
In
udienza da papa Benedetto XVI
4
marzo 2008 - Adnkronos
Dalle Regioni / Lazio - Viterbo PROVINCIA.VT.it - Pubblicata il
04/03/2008
-
Benedetto XVI ha incontrato questa mattina nella sala Nervi del
Vaticano il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli,
l'assessore alla Cultura Renzo Trappolini e il sindaco di Bagnoregio Erino
Pompei. Gli ospiti del Papa sono stati presentati dal vescovo di Viterbo
Lorenzo Chiarinelli, che aveva promosso e ottenuto l'importante incontro.
''L'incontro con il santo padre - afferma il presidente Mazzoli - e' stato
il suggello agli 80 anni della Provincia, che ha dato all'intera storia
della Tuscia una visione universale ...
-
L'udienza speciale e' stata
l'occasione per fare omaggio al vescovo di Roma della pregiata ristampa
dello studio di Joseph Ratzinger su ''La Teologia della storia'' in San
Bonaventura e gli atti del convegno filosofico sull'opera tenutosi il 26 e
27 gennaio scorsi. All'incontro erano presenti anche i relatori e
organizzatori del convegno. Presente inoltre monsignor Fortunato Frezza,
sottosegretario del sinodo mondiale dei vescovi...

Francesco Paolocci
consegna l'opera al Santo Padre
-
Oltre alla ristampa della tesi
del 1957 e' stato donato dalla Provincia, la Diocesi e il Comune, un
artistico bassorilievo di San Bonaventura che porta la firma dei fratelli
Paolocci, moderni artisti viterbesi di fama mondiale anche nel campo
della ricerca di materie nuove da utilizzare in medicina.
Appena un anno dopo, nel 2009, una nuova scultura di Francesco Paolocci, un busto grandezza naturale raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio, sarà il dono che il Comune di Bagnoregio consegnerà al Santo Padre durante il collegamento in diretta televisiva:
tusciaweb.it/notizie/2009/agosto/23_12scultura.htm
Una scultura per il Papa
Il Comune di Bagnoregio regalerà una scultura al Papa realizzata da Francesco Paolocci, raffigura San Bonaventura da Bagnoregio
Una scultura per il Papa dal Comune di Bagnoregio
< La scultura di Francesco Paolocci, raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio, sarà il dono che il Comune di Bagnoregio, per mano del sindaco Francesco Bigiotti, consegnerà al Santo Padre durante la visita del 6 settembre.
Il Comune aveva già commissionato ai fratelli Paolocci, Francesco e Gaetano, il bassorilievo già consegnato a Sua Santità circa un anno fa in Vaticano.
In quell'occasione fu esteso per la prima volta l'invito al Santo Padre, per bocca del Vescovo Chiarinelli, di far visita a Bagnoregio, luogo natale di San Bonaventura.
Francesco Bigiotti si dice entusiasta della scultura che nei prossimi giorni sarà consegnata al Comune.
"E’ un’opera straordinariamente “viva” dalla quale traspare in modo evidente tutto il genio dei fratelli Paolocci e la loro grande capacità di dare un’anima anche agli oggetti inanimati".
L’opera ha già ottenuto apprezzamenti dal mondo culturale e artistico, come quello di Riccardo Cecchini, docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti “G.B.Cignaroli” di Verona, cultore del disegno dal vero e dell’architettura visionaria.>
La riflessione di Riccardo Cecchini sulla scultura di Francesco Paolocci
Riesco a catturare, in questa breve riflessione, l’idea intensa e fuggevole di uno spazio rarefatto e profondo, in cui ogni forma favorisca lo sguardo che agevola il pensiero della Bellezza, che si nutre di verità e di conoscenza.
Immagino, in questo luogo mentale e spirituale, le tracce luminose costruite dall’esistenza di S.Bonaventura da Bagnoregio, che pongono la contemplazione e il cospetto dinnanzi all’Assoluto, nel sugello profetico del suo pensiero e della sua immensa speculazione filosofica e teologica.
È appena il caso che io rammenti qui la dimensione intellettuale e spirituale, nonché il Carisma che il Santo ha incarnato nel tempo della sua civiltà e della sua storia: proviene infatti dal suo profilo e dalla sua autorevolezza indiscussa la rivoluzionaria rivincita del neo-platonismo e del sensismo spirituale, in cui l’esaltazione e l’entusiasmo si raccolgono pur nello sguardo ispirato del Doctor Seraphicus.
Le limpide e sincroniche suggestioni di Plotino, di Sant'Agostino e di Avicenna, trovano, in tal caso, paragone e confronto con il magistero di Sant'Anselmo d’Aosta e della sua Ontologia.
La metamorfosi e la trasfigurazione dell’immagine corporale nella forma astratta, ancorchè umana, della rapita espressione di grazia, è scopo specifico dell’opera plastica che accompagna questo scritto.
Le linee purificate dell’anatomia del volto traghettano, così, le concrete e realistiche fattezze nell’aura concettuale della pura spiritualità platonica, Genius Loci dei tratti asettici e riassuntivi che quest’opera stessa propone.
Si incrociano, in questa occasione, i significati molteplici, che ascrivono, all’icona tridimensionale, attualità, progetto e destino, proprio attraverso l’espressione attonita, assorbita ed arsa dalla fonte cosmica, assoluta e senza tempo, che possiede l’autentico cuore degli uomini, anticipando la Sapientia Cordis alla Sapientia Mentis: questa immensità, può essere raccolta e racchiusa nel cavo della nostra mano.
Il volto stesso, appare esposto ad un vento di ingovernabile vigore, che travolge il mistico sentire e attrae ogni forza logica verso le ragioni prime e ultime degli archetipi di Verità e Bellezza.
L’Itinerarium Mentis in Deum ben individua la possibilità di cogliere queste emozioni e queste profetiche architetture della mente, che già sono deducibili dall’anima umana, che affronta, nel corpo caduco, il duro ed effimero percorso del tempo.
La verità oltre i nostri pensieri ed i nostri sentimenti coincide, allora, con la radiosa ed anche tumultuosa santità di un’Estasi plotiniana di colossale impatto, che tramuta la stessa esistenza nell’aerea sostanza di un’idea pura, che si colloca al di sopra della storia e dell’evoluzione di ogni tempo.
Se questo è il fascino e l’intendimento rappresentativo che ci avvicina al messaggio spirituale, estetico ed etico, di questa gigantesca figura mistica e speculativa, si giustificano e si asseverano, a mio avviso, i lineamenti, le forme e i segni dell’effigie proposta, al di là dell’acquisita iconografia a oggi fornita dalle Miniere della Tradizione.
La soluzione plastica che qui si impone è dunque frutto di queste vibrazioni e di questi insegnamenti, che vogliono, nell’arte, proporre un percorso ulteriore di adesione e di fede e che, nella luce agostiniana, sempre presente nelle visioni universali del santo, riassumono sentimento e ragione, logica e bellezza, nelle permanenze e nelle costanti dell’avventura umana di ogni tempo.
R. Cecchini
Docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti “G.B.Cignaroli” di Verona
LA VIGNA DEL SIGNORE Lunedì 24 agosto 2009
Il Papa a Viterbo e Bagnoregio. In dono a Benedetto XVI una scultura raffigurante San Bonaventura
< La scultura di Francesco Paolocci, raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio (foto), sarà il dono che il Comune di Bagnoregio, per mano del Sindaco Francesco Bigiotti, consegnerà al Santo Padre durante la visita del 6 settembre…..>
La tua voce – giovedi 3 settembre 2009
Un'itinerario della fede disegnato sul volto: ancora una stupenda scultura di Francesco Paolocci in dono al Papa
Il 6 settembre prossimo, la piccola cittadina di Bagnoregio sarà al centro di un grande evento: riceverà la visita del Santo Padre, una visita densa di significati, legati al particolare momento storico e culturale che stanno vivendo il mondo e la cristianità. Robert Moynihan, fondatore della rivista Inside the Vatican , infatti, a conclusione di un intervento nel quale illustra la portata rivoluzionaria della tesi che Joseph Ratzinger scrisse negli anni Cinquanta su San Bonaventura e sulla sua visione della storia, afferma : “A volte in un viaggio papale ci sono aspetti più importanti di quelli che si possono percepire a prima vista. E' il caso dell'imminente visita di Benedetto XVI a Bagnoregio,paese natale di San Bonaventura. […]
Quando Benedetto XVI visiterà Bagnoregio, in un certo senso starà tornando alle fonti delle sue più profonde battaglie intellettuali, al luogo in cui ha compreso pienamente la novità della fede cristiana e come quella fede, quella verità rivelata, sia allo stesso tempo in armonia e in totale opposizione alla "ragione" che è stato il massimo bene della filosofia classica.
Ciò fa del viaggio a Bagnoregio molto più di una visita papale; è un viaggio nel passato spirituale e intellettuale di Ratzinger, e nel cuore della sua visione spirituale e intellettuale ”
In un’epoca, dunque, dove le ragioni della fede e “le ragioni della ragione” sembrano non coincidere più, questo evento ci riporta alla spiritualità francescana e bonaventuriana, il cui slancio di libertà e amore non può che rivitalizzare le menti, accenderle di nuovo fervore e di nuove speranze.
E’ questo ciò che si legge anche nelle pregevoli sculture di cui è autore Francesco Paolocci: entrambe raffigurano San Bonaventura, ma le scelte compositive sono diverse e, a ben guardare, sono anch’esse tappe di un itinerario.
Il bassorilievo donato al Papa lo scorso 5 marzo presso la sala Nervi in Vaticano, raffigura il monumento eretto a San Bonaventura in piazza Sant’Agostino a Bagnoregio, alla fine del XIX secolo. Nella scelta di rappresentare la statua che volge le spalle a Civita, borgo in cui è nato il Santo, e che è nell’atto di protendere la mano destra, sono tanti i significati che si possono ravvisare: il Santo partì da Civita per un incredibile percorso di vita che lo portò ai massimi vertici della cultura del tempo, ma anche alle eccelse vette di una santità “serafica” e innamorata della luce di Dio, quella luce che, nel bassorilievo, si irradia dietro la figura del Santo; la sua mano protesa verso l’esterno della città in cui è nato indica, al tempo stesso, la direzione del suo viaggio, l’orizzonte dell’anima che si abbandona coscientemente all’amore di Dio, l’atto di protezione e di amore per quella terra dove aveva fisicamente e spiritualmente incontrato il francescanesimo.
Non meno affascinante è il fatto che la statua sia collocata in una piazza dedicata a Sant’Agostino, le cui riflessioni sull’illuminazione dell’intelletto dell’uomo ad opera di Dio sono una tappa fondamentale nell’Itinerarium mentis in Deum disegnato da San Bonaventura, anche se c’è un altro aspetto da considerare: ogni viandante che si ferma all’ombra degli alberi che la circondano e i fedeli che vi sostano ad ascoltare le stupende omelie del Vescovo nel corso della processione devozionale nel giorno della festa non può non sentirsi confortato dall’abbraccio del Santo ed invitato dal suo gesto a compiere il suo stesso cammino di “intelletto e amore”.
Un cammino che si conclude in un intenso e totale abbandono alla Rivelazione, una Rivelazione che viene dall’Alto e che ci conduce all’Alto, all’Assoluto Bene: così gli occhi di San Bonaventura nel busto che sarà donato al Pontefice il prossimo 6 settembre ci costringono a sollevare lo sguardo dell’anima e a contemplare e amare la Verità.
Quest’ultima scultura, dunque, rappresenta la conclusione dell’Itinerarium, rappresenta plasticamente la summa del pensiero bonaventuriano, nell’atto ultimo e umile di affidamento all’amore di Dio.
L’autore, infatti, in una sua nota, descrive così la scultura: " La figura si pone come assorta in una intensa contemplazione, il suo sguardo volutamente si getta lontano oltre l'immediato, ed il viso appare come investito da una brezza leggera, che come una luce invisibile lo illumina e trasforma. I lineamenti si levigano per effetto della vicinanza al pensiero di Dio, e divengono essenziali e purificati. Ciò che egli guarda noi non sappiamo, ciò che scopre col cuore e con la mente è appena dichiarato dall'espressione di uno sguardo timido e abbandonato al disegno di Dio, similmente a chi completamente a Dio si dona ricevendo la grazia della sua luce.."
Vi è anche ben raffigurato, dunque, quel dialogo tra la Rivelazione e l’uomo che è la scoperta fondamentale dello studio di Joseph Ratzinger su San Bonaventura da Bagnoregio.
Prof. Dott.ssa Maria Consiglia Pompei
3 settembre 2009
Ricerca ed approfondimenti a cura
di Emilio Grosso (Premio Letterario Presidenza del Consiglio - Selezione
Premio Viareggio 1982)
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